Istituto Anatomia Berlino

L‘Istituto abbandonato di anatomia di Berlino è uno di quei posti che evoca immediatamente immagini agghiaccianti. Oggi la struttura è completamente abbandonata, tutto si è fermano al 2003, anno in cui fu effettuata l’ultima autopsia.

Arrivati sul posto ci troviamo di fronte una struttura ricoperta di murales, vetri rotti, cintata con una rete divelta in più punti. Si ha l’impressione che i visitatori siano già stati parecchi negli anni. Infatti, all’interno ci sono i segni del passaggio dei soliti vandali.

Camminando attraverso questi corridoi bui ci si imbatte nelle varie stanze. La suggestione raggiunge il suo apice di fronte al tavolo di dissezione: per un attimo ci immaginiamo gli studenti di allora, attrezzati di tutto punto con bisturi e pinze, entrare ed uscire da queste stanze dopo aver affondato i loro attrezzi sui corpi immobili distesi sul lettino.

L’altro punto nevralgico della visita all’ex Istituto di Anatomia di Berlino è senza dubbio la stanza con le celle frigorifere dove venivano conservati i corpi. Le fredde celle d’acciaio inossidabile sono rimaste così… alcune chiuse, altre aperte… Avanzando con il brivido lungo la schiena, si passa per la sala dove venivano tenute le lezioni, anche qui scritte ovunque e devastazione.

Proseguendo si trovano laboratori, stanze piastrellate, scrivanie, telefoni e armadietti che probabilmente ancora contengono cartelle, magari con impressi nomi, persone, volti….. Forse i volti di chi è stato sdraiato su quei tavoli. I fantasmi delle anime che sono passate di qui, forse vagano ancora nella penombra di questi corridoi.

La struttura dell’Istituto di anatomia di Berlino, formata da più corpi uniti da corridoi, fu costruita nel 1929 e solo due decadi dopo assunse la sua vera funzione. Una volta terminata la sua attività, i vari progetti di riqualificazione non sono mai andati in porto.

Tra i progetti ricordiamo il presunto acquisto dell’area da parte di un marchio commerciale che lo avrebbe comprato per costruirci un centro commerciale, ma al momento il sito risulta ancora in balia al suo destino di abbandono.

Crediti fotografici: foto di proprietà di Jan Bommes su Flockr.com sotto licenza creative commons