Castello Borelli

Non lontano dall’ex Ospedale marino Piemontese,  ci dirigiamo verso un altro luogo interessante lungo  la costa ligure di ponente. Siamo a Borghetto Santo Spirito per visitare il Castello Borelli. Il maniero si trova arroccato sulla parete rocciosa a ridosso della strada litoranea e a picco sul mare. Mentre ci avviciniamo, sentiamo tutta la suggestione di un luogo che, oltre alle acque cristalline su cui si affaccia, ha anche qualche lato oscuro. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_20200914_164322.jpg

Il castello, costruito a partire dal 1870 ad opera dell’Ing. Borelli dal quale prende il nome, sorge alle falde del monte Piccaro (281 metri). Si tratta di un bell’esempio di dimora storica in stile neo-gotico, formata da strutture che si articolano lungo il mare e lungo le pendici del monte con una serie di torrette, piazze, corpi abitativi. Ciò che caratterizza maggiormente il castello Borelli è la notevole autosufficienza abitativa ed energetica.

Al suo interno, infatti, sono presenti delle opere di idraulica così efficienti e funzionali da essere attuali ancora ai giorni nostri. Durante i lavori di scavo sono stati rinvenuti alcuni reperti romani, come un’ara dedicata alle dee matrone, un sacello romano con monete e diversi vasi e anfore.

Il sito, durante il medioevo, è stato occupato dalla costruzione dell’Ospizio monacale di Santo Spirito, che ha dato il nome anche al borgo sottostante, fondato nel 1288 dal comune di Albenga. Nel corso del 1900 la struttura ha subito delle evidenti modifiche per seguire il cambio d’uso degli edifici stessi.

Oggi, il castello Borelli è oggetto di una riqualificazione moderna, con la realizzazione di alloggi, di box auto e posti auto. Oltre a ciò, sono in previsione la realizzazione di una piazza di oltre duemila metri quadri e un parco urbano.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_20200914_164310.jpg

Il Castello Borelli nasconde però anche qualche scheletro nell’armadio o, comunque, qualche mistero legato al passato. Sembra, infatti, che le stanze e il parco del maniero siano stati lo scenario di alcuni riti satanici.

Secondo quanto riferito alle autorità da Mario Maccione, il medium delle Bestie di Satana, implicato in tre omicidi nel Varesotto, sembra che proprio dentro al Castello Borelli sia stato invocato il Diavolo.

Le dichiarazioni, che fanno parte del dossier della Procura di Busto Arsizio, parlano infatti di Borghetto Santo Spirito e, più in particolare del castello dove, stando ai racconti di Maccione, durante una vacanza estiva nel 1996 vengono scritte le prime pagine di un diario dei figli del Demonio.

Maccione, all’epoca ragazzino, avrebbe raccontato ai magistrati di invocazioni demoniache e della presenza di un pentacolo satanico a cinque punte, corrispondenti a cinque località ben definite, tra queste proprio Borghetto Santo Spirito, sebbene il castello fosse costantemente sorvegliato da custodi.

Anche durante le opere di ristrutturazione, al Castello Borelli sono accaduti dei fatti un po’ strani…. una betoniera parcheggiata in discesa, a causa di un’avaria all’impianto frenante, si è mossa senza controllo finendo per travolgere una gru e un’autovettura. Solo l’intervento tempestivo di un operaio, poi trasportato al vicino pronto soccorso, ha impedito il disastro.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_20200914_164334.jpg

Una passeggiata al castello

Una volta parcheggiata l’auto, ci incamminiamo lungo il ripido sentiero che conduce al castello. In un primo tratto il sentiero è formato da lunghi gradoni in terra battuta e legno che costeggiano la via principale e il mare. Ci fermiamo ogni tanto per prendere fiato ma, soprattutto, per ammirare la costa sottostante e le spiagge affollate di Borghetto Santo Spirito.

Una volta in cima al sentiero, ci si trova su una bella strada sterrata dove si cammina piacevolmente all’ombra dei pini marittimi avvolti dalla frescura del bosco. Eccoci nei pressi del castello, la prima cosa che ci appare è la bella torre e il nuovo portone d’ingresso.

Una volta vicini, ci rendiamo conto che il portone d’ingresso, che da lontano sembrava imponente, in effetti è alquanto moderno e tutt’altro che rustico.

Al portone si accede anche attraverso una stradina asfaltata e carrabile che parte dalla strada principale. Ritorniamo un pochino indietro e prendiamo l’altra strada che sale più in cima. Dopo qualche curva, il Castello Borelli ritorna in primo piano, con la sua bella sagoma.

Arriviamo in prossimità di un’altra torre tonda, con le ferritoie murate e un accesso chiuso da un portone fatto di lamiera. Sulla parte destra della torre parte il muro di cinta merlato che, in fondo, si congiunge ad un’altra torre.

Percorriamo tutta la cinta muraria residua ed in breve eccoci di fronte a ciò che non avevamo ancora visto del castello. Purtroppo, però, in fondo a questo sentiero ci dobbiamo fermare perché una transenna ci avverte che non è possibile andare oltre in quanto la zona è interessata dai lavori di ristrutturazione.

Da lontano vediamo la torre quadrata di mattoni rossi. Ritorniamo sui nostri passi, per scoprire che la strada prosegue ed è possibile avvicinarsi un pochino di più.

Riprendiamo il sentiero di ritorno, rientrando nella vita chiassosa e movimentata del borgo ligure in piena estate. Lasciamo questo luogo immerso tra passato e modernità, elementi che si fondono insieme e creano un ambiente fiabesco.