Eccoci finalmente nella capitale del mistero: passeggiamo di notte per le strade della Dublino misteriosa e ci lasciamo avvolgere dalle leggende che prendono forma sussurrandoci il loro passato misterioso.

Ciò che si nota subito arrivando in città è la perfetta coesistenza tra l’aspetto diurno, fatto di turismo, divertimento e colore e quello oscuro e pauroso della Dublino di notte.

Come sempre, le leggende fanno capolino all’imbrunire con la loro carica fascinosa tramandata da padre in figlio.

Così, lasciati gli edifici storici e le strade dove scorre un’ottima birra, ci immergiamo nella Dublino misteriosa, con le ombre che si allungano nei vicoli.

Shelbourne Hotel: la camera 526

Lo Shelbourne Hotel di Dublino è uno tra gli hotel più lussuosi in Irlanda. Si trova nel centro della città e ha visto tra i suoi ospiti personaggi illustri, come i Rolling Stones, Grace Kelly e Michelle Obama.

La struttura ha alle spalle anche una lunga storia e la leggenda della presenza di un fantasma.

Durante gli anni, allo Shelbourne numerosi ospiti hanno riferito stranezze e sono scappati a gambe levate. Tra i racconti dei testimoni si parla di una strana luce nelle stanze e di rumori che avrebbero disturbato il sonno degli avventori.

Una sensitiva americana, dopo aver soggiornato nell’hotel avrebbe riferito di aver incontrato il fantasma di Mary Masters, una bambina di sette anni morta secoli prima di colera.

La sensitiva racconta di non aver visto fisicamente il fantasma della bambina, ma di averne percepito la presenza e di aver sentito il suo pianto disperato. La bimba avrebbe avuto paura, così la donna riferisce di averla invitata a dormire accanto a lei.

Quando la sensitiva si è svegliata al mattino, ha percepito una strana sensazione al braccio sul quale avrebbe riposato il fantasma, come di intorpidimento.

Anche l’attrice Lily Colins, la figlia della celebre popstar, avrebbe soggiornato presso lo Shelbourne Hotel e anch’essa avrebbe riferito di aver percepito una presenza.

Nella notte, la donna avrebbe aperto gli occhi e sentito una risata seguita da una corrente d’aria, dopodiché lo sbattere della porta.

Come conseguenza dei continui episodi, gli amministratori dell’hotel hanno interpellato i più famosi Ghostbuster d’Irlanda, gli Irish Ghost Hunters.

Tim Kelly, come portavoce del gruppo, sembra piuttosto razionale nell’affermare che nella maggior parte dei casi dietro ai fenomeni considerati paranormali si trova una spiegazione.

Nel caso dello Shelbourne, però, il team di acchiappafantasmi è molto curioso di scoprire cosa stia succedendo.

Il fantasma della bambina sarebbe stato avvistato l’ultima volta in una camera in particolare, la 526, quindi le indagini sono state indirizzate qui. La camera 526 è una delle più imponenti ma, ovviamente, anche quella meno desiderata.

Una notte il direttore dell’albergo ha obbligato alcuni membri dello staff a passare la notte nella camera infestata ed ha ottenuto lo stesso risultato dei molti ospiti paganti scappati terrorizzati.

Rubinetti e il soffione della doccia che si aprivano da soli, rumori stranissimi. Una volta usciti dalla camera 526, i lavoranti dello Shelbourne, stando ai racconti, erano pallidi per la paura.

Castello di Dublino

Eretto agli inizi del XIII secolo per volere di Giovanni Senza Terra, il castello di Dublino è una fortezza normanna simbolo dell’oppressione inglese e divenuta in seguito una lussuosa residenza nobiliare.

La fortezza venne costruita sulle rovine di un precedente insediamento vichingo e durante la storia servì da quartier generale dell’amministrazione inglese, e in seguito britannica in terra d’Irlanda. 

La struttura originaria del castello medievale era composta da quattro torri e da un ponte levatoio che si abbassava per superare il profondo fossato. A causa di un brutto incendio del 1684, di tutto questo oggi resta solo una delle torri, la Record Tower.

Durante gli scavi del 1986, è stato portato alla luce il vecchio fossato, una parte delle antiche mura della città e la base di una delle torri rotonde. La visita guidata al castello permette di accedere anche agli scavi vichinghi e la cappella reale.

Quel che rende ancora più interessante la visita al castello di Dublino, oltre alla riconosciuta bellezza e maestosità, è sicuramente il legame del maniero irlandese con il racconto di Dracula, che ancora oggi rappresenta una delle figure più inquietanti del panorama horror.

Il creatore di Dracula, Bram Stoker, lavorò al castello di Dublino, dove probabilmente prese spunto per l’immaginario castello del suo romanzo. Sembra che poi, a suggerirgli l’ispirazione per il personaggio di Dracula, furono i racconti di sua madre sui non morti.

I cimiteri di Dublino e i corpi trafugati

Nei secoli scorsi, i profanatori di tombe erano molto numerosi. Da un lato c’era la speranza di recuperare qualche oggetto di valore nella bara, dall’altro i corpi venivano pagati profumatamente dalle scuole di medicina per scopi scientifici.

All’epoca, inoltre, non era inusuale che un corpo venisse seppellito vivo. La così detta morte apparente, vuoi per un’incapacità di distinguere tra morte reale e stato catatonico, determinava la sepoltura di persone ancora vive.

Per ovviare a questo fatidico errore, al defunto veniva legata una cordicella che, se tirata, azionava una campanella. Sui custodi del cimitero gravava il pesante compito di monitorare le sepolture per le prime ventiquattro ore, pronti ad intervenire nel caso sentissero la campanella.

Per queste ragioni e per la suggestione stessa suscitata dall’ambiente spettrale dei cimiteri, i luoghi di sepoltura di Dublino hanno mantenuto il loro fascino e mistero e rientrano spesso nei tour organizzati della città.

Porte colorate

Vi siete mai chiesti il perché a Dublino le porte delle abitazioni sono colorate? Avrete notato, camminando per la città, l’effetto scenografico di queste porte che si alternano con le tinte più disparate: verde, giallo, rosso, lilla, ecc.

A parte l’allegria che trasmettono, dietro alla scelta di colorare le porte di casa c’è una storia che risale ad inizio del Novecento.

Nelle vicinanze di Merrion Square, abitavano due scrittori, Oliver St. John Gogarty e George Moore. I due, oltre ad essere pessimi vicini di casa, avevano anche il brutto vizio di alzare il gomito.

Quando gli uomini rientravano a tarda notte, ubriachi, spesso cercavano di entrare nella porta sbagliata così, dopo diversi episodi, George Moore per primo dipinse la sua porta di verde. Di conseguenza, anche Gogarty, che si sentì offeso da quel gesto, decise di dipingere la sua porta di rosso.

Probabilmente, in quegli anni, l’usanza di dipingere le porte di casa si diffuse fino a diventare un tratto caratteristico che rende la capitale più colorata e vivace.

Cattedrale di San Patrizio

Secondo la leggenda, la splendida cattedrale in stile gotico sorgerebbe nel luogo dove si trovava il pozzo che San Patrizio utilizzava per battezzare i pagani irlandesi.

La chiesa, oltre a vantare l’organo più grande d’Irlanda, ospita anche molte tombe, tra queste quella di Jonathan Swift, noto per aver scritto I Viaggi di Gulliver.

Secondo i racconti, pare che il suo spirito non si sia mai allontanato da questo posto. Il fantasma, infatti, sarebbe stato avvistato spesso aggirarsi nel cortile, con fare indispettito perché disturbato dalla presenza di ospiti non desiderati nel suo luogo di sepoltura.

Marsh’s Library

Nelle immediate vicinanze della Cattedrale di San Patrizio troviamo la piccola Marsh’s Library, la prima biblioteca pubblica d’Irlanda, che oggi conta oltre 25.000 volumi. La libreria risale al Settecento e fu voluta Dall’arcivescovo Narcissus Marsh.

L’uomo aveva una nipote di nome Grace, che abitava con lui e lo aiutava nelle faccende di casa. Quando la ragazza compì diciannove anni si innamorò di un marinaio, una relazione che purtroppo Marsh non vedeva di buon occhio.

I tentativi dell’uomo di dividere i due giovani, però, portarono Grace a scappare e sposare di nascosto il suo amato e non tornare più.

Per spiegare le ragioni del suo gesto e chiedere perdono allo zio, Grace scrisse una lettera e la nascose tra i libri della biblioteca. La leggenda racconta che, sebbene Marsh l’abbia cercata per tutta la vita, morì senza averla mai trovata.

Dopo la morte, il fantasma di Marsh continuerebbe a girare tra gli scaffali e tra le gabbie di lettura vittoriane della biblioteca cercando la lettera della nipote.

Il fantasma di Molly Malone

Chi era Molly Malone, oggi diventata un simbolo della città di Dublino? Molly era una ragazza originaria di Howth, un villaggio a nord di Dublino, che visse nel Seicento e conduceva una doppia vita.

La ragazza, che di giorno vendeva pesce per le strade della città e di notte faceva la prostituta, morì in giovane età a causa di una forte febbre probabilmente dovuta al tifo o alla malaria.

Dopo la sua morte, il fantasma di Molly avrebbe continuato ad aggirarsi per Grafton Street con il suo carretto del pesce. Molti anni dopo la sua morte, intorno al 1880, le venne intitolata una canzone, “Cockles and mussels“, che la fece entrare nel folklore popolare della città.

Ancora oggi, questa ballata irlandese viene affiancata all’inno ufficiale del Paese durante le partite della nazionale di rugby. A ricordare la breve vita di Molly Malone nel 1988 lo scultore Jeanne Rynhart ha prodotto una statua in suo onore, eretta di fronte alla Saint Andrews Church.

Trinity College

Un altro luogo molto interessante di Dublino è il Trinity College, sede di una bellissima biblioteca, che vanta il passaggio di molti allievi illustri e la presenza di fantasmi.

Durante gli scavi per la costruzione della Berkeley Library, vennero trovati dozzine di resti umani, probabilmente appartenuti a criminali o senzatetto sezionati e studiati all’interno della facoltà di medicina.

Questo potrebbe giustificare la presenza degli spiriti presenti al Trinity College, ma ce n’è uno in particolare che fa parlare di sé. Si tratta di Edward Ford, un professore universitario che alloggiava nella House 25 dell’edificio più antico dell’Università, chiamato The Rubics.

In una notte del 1734, mentre Ford cercava di dormire, un gruppetto di studenti faceva chiasso proprio sotto la sua finestra. Spazientito, Ford prese la pistola e sparò nel vuoto in direzione dei ragazzi, fortunatamente non colpendone nessuno. I ragazzi si allontanarono, ma tornarono dopo poco armati e uccisero il professore.

Da quella notte sembra sia possibile vedere il fantasma di Edward Ford aggirarsi intorno al vecchio edificio, indossando la camicia da notte e la parrucca.

Castello Malahide

Il maniero ha alle spalle una storia così lunga da aver ispirato numerose leggende e racconti di fenomeni paranormali. I fantasmi al Castello di Malahide sarebbero addirittura sei, tra cui il famoso Puck, immortalato spesso nelle fotografie ricordo dei visitatori.

Tra gli altri fantasmi di corte c’è Miles Corbet, un condannato a morte che si diverte a inscenare le sue apparizioni teatrali e altre presenze tutte da scoprire nell’articolo dedicato al Castello di Malahide.

The Gracediggers

Finito il nostro tour per le strade di Dublino, ci fermiamo a bere una buona birra in uno dei pub più suggestivi della città. Fondato nel 1833 da John Kavanagh, il locale è conosciuto come The Gravediggers (i becchini) per via della sua vicinanza con il cimitero di Glasnevin.

Nel corso degli anni questa vicinanza con il luogo di sepoltura ha dato vita a numerosi miti urbani e leggende, tra questi la presenza di un passaggio segreto che permetteva ai lavoratori del cimitero di ottenere di nascosto la birra.

Tra gli avventori del pub, fate caso se vedete un uomo anziano, con gli occhiali e la barba a punta, ben vestito, seduto in un angolo mentre beve la sua birra: è un fantasma! Il pub, infatti, sarebbe infestato dal fantasma di un uomo anziano che, se disturbato, svanirebbe nel nulla.

Dublino, Irlanda

Foto di Lucian Potlog da Pexels