Nei casi di rapimenti alieni, conosciuti anche con il termine di Abduction, ci sono delle similitudini comuni quasi sempre riportate da chi li ha subiti. Esse vanno dal luogo e dal modo utilizzato per il rapimento fino alla comunicazione non verbale utilizzata dagli alieni, per finire con le tecniche usate dagli alieni per lo studio sugli umani.

In linea generale potremmo sintetizzare che:

  • Le persone che hanno subito rapimenti alieni sembrerebbero scelte a caso e si troverebbero per caso nella zona scelta per il prelievo
  • Quasi sempre i rapimenti alieni si verificani dopo la segnalazione di uno o più avvistamenti UFO
  • Il soggetto prescelto viene trascinato di forza all’interno del velivolo spaziale o catturato da un raggio luminoso che lo paralizza e lo trasporta a bordo
  • Una volta a bordo, il rapito viene sottoposto a una visita medica e, a volte, a prelievi di sangue
  • I rapiti riferiscono spesso la sensazione che qualcosa, come una sfera o una piastra, gli sia stato impiantato sotto pelle
  • Sovente, dopo il primo rapimento la stessa ne persona subisce un secondo
  • La comunicazione tra l’umano e l’entità extraterrestre avviene per via telepatica
  • Il fenomeno dei rapimenti alieni si è intensificato negli anni seguendo un andamento costante, di pari passo con l’aumento degli avvistamenti UFO
  • Secondo le statistiche, sarebbero ormai 5 milioni le persone che hanno riferito di aver vissuto l’esperienza del rapimento da parte degli alieni negli ultimi 50 anni
  • Al termine del rapimento, tutti i soggetti hanno la consapevolezza di aver vissuto quella particolare esperienza ma una assoluta amnesia su ciò che è accaduto sulla navicella spaziale

E ora veniamo ai fatti di cronaca di 10 rapimenti alieni più popolari e emblematici della storia, raccontati dai diretti interessati. Come sempre, anche su questo argomento ci sono pareri discordanti tra chi ci crede e chi, invece, resta scettico.

1. Caso Antonio Villas-Boas

È il 16 ottobre 1957 e l’agricoltore è impegnato nei lavori di aratura della sua terra, quando l’uomo vede una fortissima luce rossa che compare e si avvicina sempre di più. Quando l’astronave è ormai visibile, Villas-Boas cerca di fuggire a bordo del suo trattore, ma quest’ultimo viene come trattenuto da una forza invisibile.

Così l’uomo scende dal mezzo e prosegue correndo ma, ad un tratto, si trova di fronte un alieno alto circa 150 cm., con in testa un casco e dei piccoli occhi blu. L’alieno è raggiunto da altri suoi simili che lo aiutano a trascinare Villas-Boas a bordo dell’astronave.

2. Rapimenti alieni: caso Trevis Walton

È il 5 novembre 1975 e la guardia forestale sta rientrando a casa a Snowflake (Arizona) con alcuni colleghi di lavoro. Mentre il gruppo viaggia a bordo di un pulmino, il mezzo si ferma all’improvviso di fronte ad una luce brillantissima. Un disco volante metallico è sospeso in aria a pochi passi da loro. Mentre tutti gli altri viaggiatori restano pietrificati dalla paura, Trevis esce dal pullman per vedere meglio di cosa si tratta e, non appena si trova sotto l’astronave, viene investito da un raggio di luce che lo scaraventa per terra.

Mike Rogers, il capo della squadra, commenterà così quanto successo: “una specie di fulmine di energia di colore azzurro” aveva colpito Walton alle spalle e lo aveva risucchiato nell’astronave.

Nei successivi 5 giorni la polizia batte al tappeto la zona in cerca di qualche indizio, ma la scomparsa dell’uomo sembra inspiegabile, tanto che le autorità iniziano a sospettare i suoi compagni di lavoro di averlo ucciso. Per fortuna, Walton viene ritrovato, nudo, sporco e spaesato, all’interno di una cabina telefonica a circa 30 chilometri dal luogo del rapimento.

Dopo un periodo di ricovero, Walton è in grado di raccontare di essersi svegliato sdraiato su un tavolo e intorno a lui diverse figure aliene che lo stavano esaminando. Trevis ha poi ricordato di essere stato spogliato, cosparso di una sostanza gelatinosa e di aver avuto un contatto intimo con una donna aliena.

Ad un certo punto, uno di questi alieni gli ha messo sul viso una specie di maschera e lui ricorda di essersi addormentato. Tra tutti i casi di rapimenti alieni, quello di Trevis Walton è forse il più famoso ma anche l’unico in cui erano presenti dei testimoni che potevano confermare ciò che avevano visto.

Walton è stato sottoposto a dei controlli medici che hanno confermato l’esposizione ad una notevole quantità di radiazioni ma la sorgente di queste radiazioni è rimasta sconosciuta.

3. Caso dei coniugi Hill

È il 19 settembre 1961, Betty e Barney Hill stanno viaggiando in auto verso il New Hampshire. È circa mezzanotte quando la coppia vede nell’aria un oggetto tondo e piatto che sembra seguirli. Barney accosta l’auto sul bordo della strada e scende per vedere di cosa si tratta. Ad un certo punto l’uomo si trova di fronte un grande aereo con una strana forma: un anello con una serie di pinne sporgenti e delle luci rosse che emettono un ronzio.

Spaventati, i coniugi cercano di ripartire con l’auto ma questa inizia a vibrare, mentre un suono sconosciuto è l’ultima cosa che sentono prima di perdere i sensi. Non sanno quanto tempo sia trascorso, ma una volta rientrati a casa ancora storditi dall’accaduto, gli Hill si accorgono che le lancette dei loro orologi erano indietro di due ore. Nessuno dei due ricorda cosa sia successo, ma entrambi iniziano ad avere strani incubi e decidono di iniziare una terapia ipnotica.

Grazie all’ipnosi, i coniugi Hill scoprono di essere stati rapiti dagli alieni. A bordo hanno visto esseri alti circa 150 cm. con la pelle grigia, occhi assomiglianti a quelli del gatto e un capo grande e calvo. Betty ricorda di aver subito un prelievo di pelle e che uno degli umanoidi gli ha inserito un lungo ago all’interno dell’ombelico.

Secondo i racconti di Betty, nella stanza c’era una carta stellare della costellazione di Zeta Reticuli, probabile luogo di provenienza del disco volante e un libro con dei segni che assomigliavano alla scrittura giapponese.

4. Caso Betty Andreasson

È il 25 gennaio 1967 e Betty Andreasson si trova in cucina, nella sua casa di South Ashburnham ( Massachusetts). Sono circa le 18.30 del pomeriggio e, ad un certo punto, tutte le luci di casa si spengono improvvisamente. Nel buio della stanza si può scorgere dalla finestra una luce rossa pulsante provenire da fuori.

La famiglia è terrorizzata dalla paura quando cinque figure aliene si introducono nella loro casa. Tranne Betty che resta cosciente, il marito della donna e i sette figli restano come paralizzati senza possibilità di muovere un passo o parlare.

Uno degli umanoidi a questo punto entra in contatto telepatico con Betty, cerca di tranquillizzarla e per dimostrare che lo stato di paralisi al quale sono sottoposti i suoi cari non è dannoso, libera da quello stato la figlia Becky.

L’esperienza di Betty con gli alieni, però, non è ancora finita e la donna viene trasportata a bordo di una navicella nell’astronave madre, dove resterà per circa quattro ore. Gli alieni dicono alla donna che nel suo cervello sono state installate alcune nozioni ma lo scopo di questo trattamento lo scoprirà solo al momento opportuno.

Betty non ha una grande conoscenza del fenomeno degli UFO ma, essendo molto religiosa, attribuisce immediatamente quanto sta accadendo ad un messaggio divino. Credere al racconto di Betty? Sotto ipnosi regressiva, sia la madre che la figlia Becky, hanno fatto la stessa simultanea e precisa descrizione degli alieni. Questo sembra già un primo passo per poter affermare che Betty non mente.

Lo stesso Ray Fowler, che ha condotto le sedute di ipnosi delle due donne, ha così commentato il caso: “Betty Andreasson è la più abile bugiarda e navigata attrice che il mondo abbia mai visto, oppure è davvero passata attraverso questa incredibile odissea“.

5. Rapimenti alieni: Caso Kirsan Ilyumzhinov

Il 1997 è l’anno del rapimento di un personaggio illustre e importante nella vita politica russa. A raccontarlo è il diretto interessato durante una trasmissione televisiva nel 2010. Kirsan Ilyumzhinov ha ammesso che, nonostante la sua carica politica, gli alieni non erano interessati a questo, bensì ad entrare in contatto con un’altra entità intelligente sulla Terra.

Il caso del rapimento alieno di Kirsan è avvolto da un piccolo aneddoto. Il politico ha riferito che sono stati gli alieni a portare sulla Terra il gioco degli scacchi. E il politico non deve essere stato scelto a caso, visto che era il presidente della FIDE (Federazione Scacchistica Nazionale) nonché accanito giocatore.

6. Caso di Allagash

È il 26 agosto 1976 e i fratelli Jack e Jim Weiner si trovano a Allagash (Maine) in vacanza insieme a due amici. Quella notte è prevista una battuta di pesca e i quattro stanno predisponendo il necessario prima di salire sulle canoe. Ad un certo punto uno degli amici dei gemelli, Chuck Rak, avverte qualcosa di insolito, come la sensazione di essere spiato e non è affatto tranquillo.

Rak decide quindi di dare un’occhiata in giro e vede nel cielo un globo luminoso. Charlie Foltz, l’altro amico, punta la torcia verso il globo accendendo e spegnendo la luce. Il globo reagisce a quel comportamento avvicinandosi e la sua luce irradia tutta l’area. I quattro sono impauriti e scappano dirigendosi verso la riva del fiume dove pochi minuti prima avevano acceso un enorme fuoco scoppiettante.

Ovviamente i ragazzi restano increduli di fronte agli scarsi pezzi di legno quasi spenti. È come se non fossero passati solo pochi minuti, ma almeno due o tre ore. Una volta a casa, tutti i ragazzi ritornano alla vita di sempre ma dopo qualche tempo iniziano a manifestare strani sintomi, mal di testa e incubi.

Di conseguenza, nel 1989 i ragazzi decidono di sottoporsi a sedute di ipnosi regressiva e stranamente le loro versioni coincidono alla perfezione. Si scopre che il fascio di luce li aveva avvolti ma subito dopo li aveva trasportati a bordo dell’astronave, dove erano stati sottoposti ad alcune analisi.

Fatto ancora più straordinario per i due fratelli, fu scoprire che quel rapimento alieno non era stato il primo. Jack e Jim, infatti, durante l’infanzia avevano già subito un rapimento alieno.

7. Rapimenti alieni: caso Zanfretta

Uno dei casi italiani più discussi riguarda il caso del metronotte Zanfretta. Tra il 1978 e 1981 l’uomo è stato al centro di un fenomeno legato agli UFO che ha interessato i cieli della provincia di Genova.

È il dicembre 1978, quando le forze dell’ordine ricevono numerose segnalazioni circa degli strani avvistamenti notturni di globi luminosi nei cieli tra Torriglia e Propata. Una di queste notti, un giovane metronotte di nome Pier Fortunato Zanfretta sta concludendo il suo giro di ronda, quando fa il suo primo incontro con gli alieni.

Zanfretta invia un messaggio ai suoi colleghi “Mamma mia quanto è brutto! Non sono uomini, non sono uomini!“. Prontamente i colleghi del metronotte accorrono alla richiesta di aiuto di Zanfretta e lo trovano in stato confusionale e febbricitante. Zanfretta è certo che si trattasse di alieni.

L’anno seguente l’uomo è a bordo della sua auto quando entra in contatto per la seconda volta con gli alieni: è la notte tra il 2 e 3 dicembre. La descrizione degli umanoidi fatta dal metronotte parla di creature alte quasi tre metri, di colore verde e occhi gialli.

Sotto ipnosi regressiva, Zanfretta parlerà di una conversazione avuta con gli alieni, durante la quale avrebbe appreso di un’imminente invasione della Terra. Durante la permanenza sull’astronave l’uomo sarebbe stato sottoposto a diversi test medici.

8. Caso Valerio Lonzi

Un altro caso tutto italiano è quello accaduto durante l’estate 1982 ad un ragazzo di 15 anni, mentre si trova con amici in un campo scout. Una sera intorno alle 22 Valerio Lonzi e alcuni amici notano sul prato una sfera luminosa molto grande.

Quando i ragazzi si avvicinano alla sfera e la illuminano con la torcia, questa semplicemente svanisce nel nulla lasciando sul terreno solo una macchia calda ed erba ingiallita. I giovani non danno molto peso all’accaduto e vanno a letto.

Quando Lonzi esce di nuovo dalla sua tenda subito dopo le 23.00, vede a qualche metro un suo amico immobile circondato da tre sfere. Non sapendo come comportarsi, prova a puntare la luce della sua torcia sulle sfere e queste spariscono. Subito dopo Lonzi guarda il suo orologio che segna la mezzanotte, si rende così conto che non sono trascorsi pochi minuti ma 45 minuti.

Quando Lonzi rientra in famiglia, la madre nota tre cicatrici lunghe circa 15 cm sulla sua schiena, hanno l’aspetto di un intervento chirurgico recente. Il fatto resta irrisolto finché nel 1993 Valerio entra in contatto con Corrado Malanga, esponente del CUN (Centro Ufologico Nazionale) e decide di sottoporsi ad una seduta di ipnosi per scavare nel suo passato.

Durante le sedute con Malanga e l’ipnologo Mauro Moretti, Lonzi scopre molti altri episodi legati a rapimenti alieni durante la sua infanzia.

9. Caso Franco Chendi

Siamo nel dicembre 1984 quando Franco Chendi sta viaggiando in macchina nella provincia bolognese, quando gli appare un globo di luce che sembra inseguirlo per un tratto e poi scompare nel nulla. Chendi non da molta importanza a quanto accaduto, ma lo racconta ad alcuni amici che incontra quella sera.

Durante il viaggio di ritorno, però, mentre l’uomo sta viaggiando verso casa, il globo riappare e la sua auto improvvisamente si ferma mentre tutt’attorno si forma una nebbiolina. Ad un certo punto la macchina si riaccende e la sfera luminosa scompare insieme alla nebbia.

Cosa è accaduto in quell’intervallo di tempo? Secondo i racconti di Chendi, il ragazzo sarebbe stato trasportato a bordo dell’astronave e sottoposto a un intervento chirurgico. Quando decide di sottoporsi all’ipnosi, Chendi scopre di aver avuto contatti con gli extraterrestri fin da bambino.

Le prove alle quali si è voluto sottoporre, tac e risonanza magnetica, non hanno mostrato nessuna anomalia nel suo corpo, ne segni di un intervento chirurgico o la presenza di qualche impianto nel suo corpo. La storia di Franco Chendi ha ispirato un documentario biografico, Gray Tales, del regista Daniele Spadoni.

Prove, sedute di ipnosi, racconti diretti e memorie. Tutto a dimostrare che il fenomeno dei rapimenti alieni è tutt’altro che pura immaginazione.