Cosa succede al Castello di Montechiarugolo? Secondo la leggenda la carezza di Fata Bema protegge i giovani innamorati. Fata Bema era un’antica sensitiva e lettrice di tarocchi, che un tempo leggeva la mano alle giovani spose e prediceva loro il futuro.

Ancora oggi il suo spirito è presente al Castello di Montechiarugolo e, come allora, ha il potere di leggere nell’anima dei promessi sposi, infondere coraggio a chi soffre per amore. È così che moltissimi giovani prossimi alle nozze, visitano il Castello di Montechiarugolo in cerca della carezza fatata di Fata Bema.

Stando a quanto riferito dai testimoni, il fantasma di Fata Bema si manifesterebbe al Castello di Montechiarugolo alle giovani donne e ai fidanzati prossimi alle nozze, ma anche a chi sta soffrendo per amore infondendo nel cuore incoraggiamento e sostegno.

Fata Bema

Chi era Fata Bema in vita? Fata Bema era una sensitiva, che si prodigava nella lettura dei tarocchi medievali. Era arrivata alla corte del Castello di Montechiarugolo nel 1593 e si era subito fatta notare nondimeno che da Ranuccio I Farnese, in visita ai proprietari Conti Torelli, al quale aveva proposto di leggere la mano.

Ma Ranuccio I, che aveva il terrore per l’occulto, si spaventò e ordinò che la giovane venisse rinchiusa nel carcere della Rocchetta. Da quel giorno per Fata Bema iniziò un lungo periodo fatto di prigionia e, dopo la liberazione, una vita in fuga al riparo dalle persecuzioni del Duca. Quando Bema venne assunta presso la corte dei Torelli, la sua bellezza attirò l’attenzione del figlio di Pomponio, Pio Torelli.

I due giovani si innamorano ma Bema, consapevole che si trattava di un amore impossibile che non avrebbe avuto futuro, rifiutò l’amore di Pio, il quale venne spedito dal padre alla corte di Parma per terminare la formazione militare.

Ranuccio Farnese temeva una sommossa nei suoi confronti e cercò di estorcere informazioni attraverso torture tremende. Tra gli arrestati c’era anche Pio Torelli, il quale venne anch’esso decapitato e il suo capo messo a monito per scoraggiare qualsiasi congiura del popolo.

A questo punto Bema, sconvolta dal dolore per la perdita del suo amato Pio, si rifugiò in una casa nelle vicinanze del castello, da quel giorno aiutando i poveri e i bisognosi.

La donna visse comunque la sua vita nel borgo, facendosi ammirare e amare dalla gente del tempo tanto che la sua storia evoca una sorta di dolce carezza al cuore, per cui la gente la ricorda ancora oggi come un fantasma gentile, che aiuta le giovani coppie nel percorso di vita.

Le vicende di Fata Bema sono così in bilico tra fantasia e realtà che ancora oggi in paese ci sono delle opinioni contrapposte circa il fatto che alcuni fatti siano realmente accaduti. Il dramma di Fata Bema è stato anche raccontato nel romanzo di Alfonso Cavagnari (La Fata Bema) ristampato dal comune di Montechiarugolo.

Si narra che nella notte del 18 maggio, il fantasma di Fata Bema si manifesti nelle stanze private del castello di Montechiarugolo in cerca del suo innamorato.

Il Castello di Montechiarugolo oggi

Arrivati a Montechiarugolo, i visitatori del castello sono accolti da un bellissimo giardino e dall’aspetto possente delle altissime mura del maniero. Il luogo emana un fascino particolare, al quale si aggiungono i richiami del passato: dal ponte levatoio alle palle di cannone, le statue e la torre.

Tutto qui a Montechiarugolo esprime la storia medievale del castello, ne sottolinea parallelamente la bellezza degli appartamenti nobili, le decorazioni tardo gotiche, il loggiato affrescato e sospeso, i merli e le feritoie. Un castello da visitare, a prescindere dalla leggenda, un’attrazione imperdibile a circa venti chilometri da città come Reggio Emilia e Parma.

La storia

Il Castello di Montechiarugolo fu costruito sulle macerie di un altro impianto distrutto nel 1313 e attualmente conserva l’impronta quattrocentesca donatagli da Guido Torelli, condottiero dei Visconti, divenuto signore del feudo nel 1406.

Durante il ‘500 il castello viene visitato da nomi illustri a livello ecclesiastico, come Papa Paolo III ma anche da Francesco I, re di Francia e da letterati e uomini di mondo come pittori e artisti, accrescendo il prestigio della fortezza.

Alla morte di Pio, la signoria dei Torelli subì un arresto e il castello fu confiscato dalla Camera Ducale fino al 1864, quando lo Stato Italiano lo vendette ad un privato.

Oggi il Castello di Montechiarugolo è un’elegante location per vivere una cerimonia indimenticabile in un’atmosfera da fiaba, allietati dalla musica dal vivo. Le sue sale sono accessibili anche per le visite guidate.

Piazza Mazzini, 1 – 43022 Montechiarugolo (Parma)

Il castello è aperto da marzo a novembre il sabato (dalle 15.00 alle 18.00) e la domenica (10.00-12.00 e 15.00-18.00)