Una debole voce, di sicuro inquietante, è la voce del fantasma del Castello di Zumaglia, registrata dall’equipe del paranormale nelle segrete del maniero.

Niente meno che il Ghost Hunters Team, il famoso team lombardo specializzato nel paranormale che, grazie alle potenti telecamere e apparecchiature sofisticate, ha catturato la “vocedel fantasma che abita l’unica parte originaria del Castello di Zumaglia.

L’indagine, che risale al 2015, ha dato la possibilità al team di scandagliare le segrete del castello, un’area del maniero fatta ricostruire dal Conte Buratti nel 1937.

I risultati della ricerca, così come confermato dal Ght, non hanno tardato ad arrivare: “Le prime tracce audio” spiega Mirko Barbaglia, “ci hanno permesso di individuare interessanti Evp (Electronic Voice Phenomena), che nelle prossime settimane sottoporremo a ulteriori analisi effettuate con uno specifico programma, che consente di leggere suoni che non vengono percepiti né dall’orecchio umano né dai normali registratori”.

L’esplorazione dei sotterranei del castello di Zumaglia con le speciali macchine fotografiche e registratori digitali ha fornito risultati soprattutto acustici. In particolare, ci sarebbe una traccia audio molto interessante, in relazione alle domande poste dal team, che verifica appunto anche la coerenza con quanto chiesto.

Nello specifico, il Ght avrebbe identificato un evp che sembra dire “sveglia” o “sbaglia” e un altro molto più comprensibile che dice “ci parla“.

Il castello di Zumaglia

Il castello di Zumaglia sorge in cima alla collina del Brich, che domina il sottostante borgo di Ronco Biellese. Una bella area boschiva forma la riserva naturale dalla quale partono diversi sentieri per giungere fino al castello.

Ciò che ci trova di fronte arrivando sulla sommità del Brich è il maniero ricostruito nel 1938 sui ruderi dell’antico castello smantellato durante il 1558. Le uniche tracce dell’insediamento originario restano una cisterna e una cella, conosciuta per essere stato il luogo di prigionia del capitano Pecchio per circa vent’anni.

Leggende

Il Brich di Zumaglia e il castello stesso sono accompagnati da molte leggende, più o meno inquietanti. Si narra che tra gli abitanti del maniero i più crudeli siano stati il vescovo Giovanni Fieschi (1348-1384) e nel XVI secolo Filiberto Ferrero Fieschi il cui corpo, quando morì, venne inglobato in un vortice di fuoco dal diavolo in persona.

Potrebbe esserci l’anima dannata di Filiberto dietro alle spaventose apparizioni, durante le notti di plenilunio, alle quali assistono coloro che rivolgono lo sguardo verso il castello? Una macabra capra, con delle corna lunghissime che salta da una parte all’altra tra i rovi.

La vita ai tempi in cui il castello brulicava non doveva essere molto facile e le giornate erano funestate da soprusi, violenze e fatti di sangue. Proprio quel sangue che, probabilmente, cerca di lavare lo spettro della lavandaia, stendendo i suoi panni sotto la pioggia nelle notti di temporale.

Ci sono poi dei racconti popolari così intessuti nella tradizione storica da risultare credibili. Uno di questi racconta che intorno alla metà del 1500 un certo Giovanni Pecchio, essendo un pubblico ufficiale, aveva dovuto emettere una sentenza nei confronti di Filiberto Ferrero Fieschi. Quest’ultimo riuscì a catturarlo e per vendetta lo rinchiuse appunto in una cella dove rimase quasi vent’anni.

Via Castello, 52, 13848 Ronco Biellese BI