Salita alla notorietà alla metà degli anni ’90, la Puerta de Hayu Marca, conosciuta al grande pubblico come la Porta delle Stelle, è ancor oggi un mistero che riguarda il Perù. Siamo a circa 30 chilometri dalla città di Puna, sul lago Titicaca, dove sorge questa straordinaria struttura monolitica, studiata minuziosamente dagli archeologi senza che riuscissero a svelare il mistero della sua funzione.

Oltre agli archeologi, la Porta delle Stelle ha interessato anche gli studiosi della civiltà Inca. Il monolite è lungo circa 16 metri e alto 6,5 metri e si pone a metà strada tra un reperto archeologico e una figura mistica non convenzionale.

La gigantesca porta è oggi conosciuta grazie ad un giornalista, Paul Damon, che nel 1996 portò a termine delle ricerche sul monumento e le pubblicò su una rivista britannica dal nome “Truth Seekers International Review”. Questi studi garantirono a Damon una certa dose di riconoscimenti.

In un passaggio del suo rapporto, il giornalista ha citato lo scopritore della Porta delle Stelle. Si tratta di una guida locale di nome Jose Luis Delgado Mamani, che ha così raccontato la scoperta:

La prima volta che vidi la struttura, non riuscivo a credere ai miei occhi“, confidò Mamani al giornalista. “Nel corso degli anni avevo sognato ripetutamente una struttura simile, solo che nel sogno era rivestita di marmo rosa. Su entrambi i lati del viale che giungeva fino alla porta erano allineate delle statue. Nel mio sogno l’apertura centrale era aperta: emanava una luce blu brillante che lasciava intravedere una sorta di tunnel. Ho sempre parlato alla mia famiglia di questo sogno e quando, alla fine, scoprii la porta, ricevetti una sorta di rivelazione divina“.

Il racconto di Mamani trova una correlazione con numerose leggende locali, nelle quali si trovano citazioni della Porta delle Stelle. Una di queste racconta l’occupazione del Perù da parte degli spagnoli, i quali avrebbero rubato l’oro agli Indios. Sono proprio questi ultimi a credere che fu grazie alla porta che il loro sacerdote Aramu Muru riuscì a mettersi in salvo.

Secondo la stessa leggenda, il sacerdote del Tempio dei Sette Raggi avrebbe estratto un disco d’oro e lo avrebbe utilizzato come chiave per aprire la Porta delle Stelle. Secondo la credenza popolare, il punto dove sorge l’emblematica apertura sarebbe il luogo esatto dove gli dei sarebbero tornati.

Nei pressi del monumento sono state riferite esperienze paranormali, come racconta una guida turistica di nome Andrea Mikana-Pinkham, il quale riferisce di perdita di coscienza e visioni impressionanti:

Davanti alla porta persi contatto con il mio corpo e fui pervasa da una luce chiara. Il mio cuore era traboccante di amore e udivo voci misteriose“.

La guida non è l’unica ad aver percepito strane sensazioni nei pressi della Puerta de Hayu Marca. La stessa esperienza, infatti, è stata vissuta anche da Jerry Wills, guaritore americano, che durante il suo raccoglimento di fronte alla famosa porta avrebbe perso del tutto il senso dello spazio e del tempo, credendo per un attimo di essere sparito.

Voci, racconti e leggende che hanno attirato in Perù diversi curiosi e studiosi, in cerca di una risposta sulla natura e sulla funzione del monolita. Una delle ultime imprese, intrapresa nell’ottobre del 1998 dallo scrittore Valentin Nussbaumer e il suo amico Ivan Bonetti, ha contribuito ad aumentare ancora di più il mistero sulla Porta delle Stelle.

Il resoconto finale dell’avventura dello scrittore svizzero parla entusiasticamente di un monumento gigantesco, fatto di pietra e lavorato con precisione tanto da sembrare disegnato a mano:

La superficie è rivolta ad oriente. La formazione si trova a poca distanza dalla strada che conduce a Copacabana-LaPaz. Al centro della formazione, ai piedi della porta, si trova una seconda apertura, alta appena due metri, profonda mezzo metro e larga uno; la sua funzione è totalmente ignota“.

La Porta delle Stelle continua, nonostante tutto, a celare un mistero, uno di quegli enigmi della storia che resteranno indecifrati.