Il Rongorongo è davvero un mistero irrisolto, si tratta di un insieme di glifi che appare come una forma di scrittura che, nonostante i mille tentativi, nessuno è mai riuscito a interpretare e decifrare.

A partire dalla sua scoperta sull’isola di Pasqua nel XIX secolo, la struttura del Rongorongo resta ad oggi sconosciuta. Se ciò che è stato rinvenuto inciso sugli oggetti di legno, fosse riconosciuta come una forma di scrittura, allora ci troveremmo davanti a qualcosa di indipendente rispetto alle scritture conosciute al mondo.

Da chi sono state incise le iscrizioni in Rongorongo? Probabilmente dai nativi dell’isola di Pasqua ben prima dell’arrivo degli occidentali. Oggi, gli oggetti rimanenti, circa 25 pezzi, sono sparsi nei musei e in qualche collezione privata. Si tratta principalmente di tavolette, ma non mancano statue e ornamenti.

Come si presenta il Rongorongo? L’andamento della scrittura Rongorongo è bustrofedico inverso, cioè le iscrizioni sono scritte in diverse direzioni. Molti di questi glifi prendono la forma di piante, di oggetti geometrici e anche forme umane. Si pensa che lo strumento utilizzato per incidere il legno possa essere stato il dente di squalo.

La scomparsa del Rongorongo

Verso la fine del 1800, il Rongorongo è scomparso insieme ai nativi dell’isola di Pascqua. Ricordiamo che la popolazione nativa fu praticamente sterminata dalle malattie portate dai conquistatori e dall’Occidente.

Nel 1877 sull’isola di Pasqua erano sopravissuti solo un centinaio di nativi, i quali probabilmente non fecero in tempo a tramandare la loro conoscenza di questo sistema di scrittura. Le nuove generazioni, infatti, non furono più in grado né di scrivere né di leggere il Rongorongo.

Tentativi di decifrare il Rongorongo

In Occidente, la scarsità di oggetti, alcuni anche danneggiati da bruciature e dal tempo, rese il tentativo di decifrare questa scrittura molto complicato se non impossibile. Sta di fatto che il Rongorongo ha attraversato i secoli senza che nessuno riuscisse a decifrare il significato dei suoi glifi.

Nel 1914 l’antropologa Katherine Routledge fece un tentativo di decifrare la scrittura organizzando una spedizione scientifica sul posto. L’esperta ebbe modo di parlare con due persone anziane dell’isola, apparentemente possibili conoscitori della struttura di questo sistema di scrittura.

Purtroppo, però, le memorie storiche dei due si contraddissero in più punti e la Routledge dovette concludere che il Rongorongo è un sistema mnemonico idiosincratico, non una vera e propria forma di scrittura, che può essere inteso solo da chi lo ha scritto.

Probabilmente si trattava di una forma di comunicazione non verbale che poteva essere riletta e capita solo da coloro che avevano le chiavi di lettura del singolo testo. In questo modo, che si trattasse di tradizioni di famiglia, trucchi di coltivazione, dati importanti o altri stratagemmi, il contenuto del messaggio era riservato solo a chi aveva gli strumenti per poterlo decifrare.

Qual é il significato della parola Rongorongo? Il nome completo è Kohau Rongorongo, dove Kohau significa “legno utilizzato per fabbricare lo scafo della barca” e Rongorongo il grande messaggio“. Queste traduzioni sono state tradotte in “Legno di recitazione” o “Narratore personale“.

Il monaco francese Eugenio Eyraud fu uno dei primi missionari ad arrivare sull’isola di Pasqua e descrisse così la presenza delle tavollette incise: “Si trovano in ogni capanna delle tavolette di legno o delle canne ricoperte di geroglifici. Sono figure di animali sconosciuti nell’isola che i nativi disegnano con pietre taglienti. Ogni geroglifico ha un nome. La poca attenzione che portano a queste tavolette mi fa pensare che questi segni, vestigia di un linguaggio primitivo, siano per loro qualcosa da conservare piuttosto che da cogliere un significato“.

Tra i motivi per cui gli oggetti incisi con caratteri Rongorongo sono quasi completamente spariti dalla faccia della terra sta nel fatto che gli europei e i missionari li consideravano come pratiche sataniche, capaci di portare malevoli stati mentali e spirituali in contrasto con il loro scopo di evangelizzazione.

Ad aggiungere un aspetto importante sul mistero del Rongorongo è il dott. Rafal Wieczorek dell’Università di Varsavia, che riferisce: “Ci sono numerosi indizi che lasciano pensare che l’isola di Pasqua sia uno di quei rari posti al mondo in cui la scrittura è stata inventata indipendentemente da altri sistemi di notazione” e aggiunge “Il motivo per cui è stata creata in un posto così isolato rimane un mistero“.

Il professor Wieczorek, specialista in astrobiologia, ritiene che per riuscire a decifrare il Rongorongo si dovrebbe istituire un vero gruppo di ricerca e, a questo proposito, ha aderito al gruppo internazione che è impegnato in questo progetto.

Grazie a ciò, ci sono stati alcuni passi avanti nella conoscenza del Rongorongo. In primo luogo, sappiamo che questo insieme di caratteri non era utilizzato tra le persone comuni, ma riservato all’aristocrazia dell’isola di Pasqua. Inoltre, le righe vengono lette alternativamente in un verso e nell’altro ruotando l’oggetto durante la lettura.

In un certo senso, si può dire che il Rongorongo ha un sistema di lettura simile ai geroglifici egizi, basato su logogrammi, fonogrammi e determinanti. Il tutto compone circa 600 segni diversi, tra cui animali di cui circa 200 di questi assomigliano a armi e utensili.

Una nuova sfida attende i ricercatori e Wieczorek è ottomista sul fatto che un giorno il Rongorongo non sarà più un mistero: “Studiamo ulteriormente la struttura interna della scrittura e il suo layout, faremo sicuramente nuovi progetti“.