In Florida c’è una cittadina il cui nome provoca immediatamente i brividi ed evoca suggestive storie di fantasmi. Si tratta di St. Augustine, una pittoresca città che vanta la particolarità di essere stato il primo insediamento spagnolo negli Stati Uniti. Il luogo è considerato infestato dai fantasmi e una delle mete più gettonate del turismo legato al paranormale e al mistero.

Uno dei luoghi di maggior richiamo di St. Augustine è il Castillo de San Marco, una delle strutture della città antica più visitate per via delle leggende sui fantasmi che circolano attorno alla torre di guardia e alla prigione. A St. Augustine, però, oltre al castello si può visitare un altro luogo ricco di mistero: il Faro. La sua torre, alta 50 metri, è dipinta a strisce bianche e nere disposte a spirale.

La storia del faro

A seguito della cessione degli spagnoli della Florida agli Stati Uniti, questi ultimi costruirono un Faro per aiutare i marinai ad effettuare le manovre di entrata e di uscita dal porto. Il Faro, che venne terminato nel marzo 1824, disponeva di una torre originariamente illuminata da dieci lampade potenziate da un riflettore e successivamente ampliata fino a raggiungere i 16 metri.

Il costruttore del Faro, dottor Alan Ballard, purtroppo nel 1865 dovette cedere il Faro al governo della Florida, pena l’esproprio. L’uomo fece la promessa che non avrebbe mai lasciato il Faro e così fece dopo la sua morte. Il suo fantasma, infatti, è stato visto aggirarsi nei pressi del Faro come a voler mantenere fede alla sua promessa.

Durante la Guerra di Secessione, come successe a molti fari della costa orientale, anche il faro di St Augustin venne completamente oscurato, per essere riattivato solo nel 1867. Purtroppo, però, il faro subì anche i danni del’erosione marina, così ché il Governo Americano progettò la costituzione di un nuovo faro e quello originale fu definitivamente disattivato. La vecchia torre, lasciata al suo destino, finì per collassare in mare nel 1880.

LE LEGGENDE IL FARO

La storia del Faro di St. Augustine è legata a suggestive leggende e racconti che parlano di presenze soprannaturali. Molti testimoni, tra visitatori, guide turistiche e addetti del Museo, avrebbero percepito la presenza di entità evanescenti, rumori di passi e improvvise correnti di aria gelida, oltre alle ombre e alla sensazione di essere osservati.

Tra le testimonianze più inquietanti sarebbe stata riferita la percezione di un forte odore di sigaro in aree dove, ovviamente, non era transitata anima viva. Il racconto attribuisce questo fenomeno proprio ad un custode, di nome Peter Rasmussen, il quale aveva gestito il Faro con serietà e diligenza.

Egli era un accanito fumatore di sigari e secondo la credenza, il suo spirito non avrebbe mai lasciato il luogo. Un’altra delle figure avvistate apparterrebbe al guardiano Joseph Andreu, che nel 1850 perse la vita cadendo dall’impalcatura mentre stava tinteggiando il Faro.

Ancora più discutibile sarebbe la presenza di una bambina vestita di rosso, apparsa più volte al primo piano del Museo dopo l’orario di chiusura. Negli stessi locali è stato visto anche un anziano passeggiare e sparire velocemente.

Sempre dopo la chiusura, quando le porte che conducono alla lanterna sono sigillate, è stata avvistata la sagoma di un uomo che passeggiava sulla passerella intorno alla lanterna. Successivamente si è scoperto che qualcuno aveva effettivamente aperto la porta che si trova in cima alle scale, ma non fu possibile stabilire come ciò fosse potuto succedere date le imponenti misure di sicurezza.

Un’altra leggenda narra di tredici pirati, sepolti nell’area limitrofa al Faro che all’imbrunire apparirebbero con le loro sagome vaporose. Al calar della sera i fantasmi uscirebbero allo scoperto e si possono udire anche delle fragorose risate.

Si tratterebbe della voce di due dei fantasmi più celebri del Faro di St. Augustin: Eliza e Maria, figlie di un operaio assunto per la ristrutturazione del Faro. Era il 1873 e le giovani, rispettivamente 13 e 15 anni, giocavano nel giardino attiguo al Faro quando, ignare del pericolo, salirono su un carrello per il trasporto dei materiali che le gettò letteralmente in acqua.

Le anime delle ragazzine annegate, non hanno mai interrotto il gioco e si possono ancora oggi udire le loro risate divertite. Un testimone avrebbero addirittura visto una delle due ragazzine, Maria, vestita con l’abito di velluto blu che indossava il giorno della morte.

Secondo gli abitanti di St. Augustin, alcune delle figure evanescenti che abitano il Faro sarebbero state identificate tramite scritti e alcune fotografie dell’epoca. Stando ai racconti, i fantasmi del Faro di St. Augustin sarebbero assolutamente mansueti e non avrebbero mai spaventato i visitatori. Quindi non c’è motivo di allarmarsi se, improvvisamente, vediamo un’ombra allungarsi alle nostre spalle.

Foto di Paul Brennan da Pixabay