Castello di Arcano

Eccoci di fronte alla storia di Todeschina, murata viva al Castello di Arcano. Il Castello di Arcano Superiore si trova nel comune collinare friulano di Rive d’Arcano . Un altro esempio di castelli infestati nel Friuli.

Si tratta di una fortezza splendida e maestosa, ancora oggi magnificamente conservata, situata in una zona isolata che acuisce il mistero che gli aleggia intorno.

Questo è il luogo dove, nel XVII secolo, si è consumata una storia agghiacciante: la povera Todeschina, accoltellata e murata viva tra queste mura. Leggenda o verità? Durante un restauro, sono state trovate ossa umane appartenenti ad una donna.

Il Castello di Arcano conserva la sua bellezza medievale, con le cortine merlate alla guelfa, il grande mastio, le bifore tardo romaniche e la doppia torre caratteristica dei manieri di quell’epoca. Attualmente è di proprietà di Paolo Tedesco, che ci introduce così nella leggenda….

Io e mia moglie non ci viviamo, in castello, perché così, come abbiamo voluto mantenerlo, originale, intatto, non è possibile. Ma la custode, che abita nella vecchia torre, la presenza dello spirito della contessa Todeschina di Prampero la sente e non le fa paura. Dice di berci anche il the insieme, con i biscotti.”

Cosa pensa il proprietario, che apre il castello solo per alcune manifestazioni o per pochi eventi particolari durante l’anno, della leggenda?

“Un pò è storia vera, un pò leggenda. Di certo, se dovessi dormirci una notte, tra cigolii e rumori sinistri, conoscendo la storia di questo maniero, un giro di chiave alla porta lo darei.” e prosegue “La parte vera è quella delle nozze di Todeschina “Prampera” con Alfonso D’Arcano. Lei porta una ricca dote come dimostra un quadro che conserviamo ancora: la si vede ritratta con una mano su un forziere e con la finestra aperta, che stava a significare ricchezze di ori e denari ma anche di proprietà.”

Siamo nel 1635 anno in cui Todeschina, dopo la morte di Alfonso, resta vedova.

“Al tempo due erano le scelte per le donne in quella condizione: tornare dalla famiglia d’origine con tutta la dote e restare a lutto a vita, chiuse in casa, o entrare in convento; di certo nessuna delle due era allettante.” “Per questo, quando il cognato Francesco D’Arcano, fratello del marito defunto di Todeschina, la chiede in moglie in seconde nozze, per non rischiare di restare in braghe di tela, perdendo cioè tutta la ricchezza della contessa, questa accetta subito: meglio un nuovo marito che la vita di clausura o il lutto per sempre. Ma non sa che quella sarà la sua condanna a morte. A Francesco D’Arcano, infatti, non garba la moglie del fratello: vuole solo i suoi averi. Così diffonde pessime voci sulla condotta della contessa: è una donna di facili costumi, è un’adultera. Lo ha tradito. E quello al tempo significa pena di morte: è storia la condanna della povera donna, che pare non avesse commesso adulterio. Pare anche vero che fosse stato proprio suo marito in seconde nozze a eseguire la pena: Francesco la trafisse più volte con un pugnale e le strappò un drappo di abito insanguinato, a memoria, drappo che qualcuno crede ancora nascosto in castello, anche se noi non l’abbiamo mai trovato”.

Questa è la triste storia di Todeschina, ma ora inizia la leggenda.

Murata viva nelle mura del Castello

La leggenda inizia così, anche se si fa fatica a credere che sia soltanto una leggenda, dopo il ritrovamento all’interno del castello, a metà del secolo scorso, di ossa umane appartenute ad una donna.

Secondo il racconto, Todeschina, agonizzante dopo le pugnalate ricevute dal marito, riesce ad intingere un dito nel suo sangue e a tracciare le sue iniziali sul muro, prima di essere murata vita e morire per le ferite.

La storia di Todeschina riprende vita nella prima metà del 1900 quando, durante alcuni lavori di ristrutturazione, vengono alla luce resti di ossa umane di donna nel punto dove si racconta che la contessa fosse stata murata.

Gli attuali proprietari del Castello di Arcano entrarono in possesso del maniero nel 1961, non si sa quindi dove furono messi quei poveri resti umani e se appartenessero effettivamente a Todeschina. Quel che si sa per certo, è “che qualcuno sente la sua presenza” come racconta Paolo Tedesco.

A continuare a parlare, quindi, è la leggenda che vuole il fantasma di Todeschina manifestarsi al maniero, probabilmente in cerca di vendetta per l’atrocità subita.