UFO: un argomento che appassiona sempre tutti, chi crede, chi è invece scettico, ma tutti suggestionati dalla possibilità di non essere soli nell’universo. Nonostante le migliaia di testimonianze, ad oggi l’esistenza degli UFO resta ancora un mistero inestricabile.

L’esistenza di una vita aliena è sempre stata una fonte di ispirazione e uno dei crucci principali eccellenza dell’umanità perché, nonostante le ricerche e gli studi, ancora oggi non vi è una prova ufficiale che abbia confermato o smentito la presenza di vita extraterrestre.

Qual e’ la vostra opinione sugli UFO? Per quel che ci riguarda, gli avvistamenti sono talmente tanti e ben rapportati da tendere a credere assolutamente all’esigenza degli alieni. Analizzandone qualcuno, dobbiamo andare a ritroso nella memoria. Come non ricordare il caso un quel aviatore statunitense, che dichiarò di essersi imbattuto in nove oggetti volanti vicino al monte Rainier?

Era il 1947, oltre 70 anni fa. Stando al racconto di Kenneth Arnold, i veicoli si muovevano con un moto irregolare ed erano arrotondati davanti e terminanti con due punte nella parte posteriore. Kenneth dichiarò anche che gli oggetti si muovevano ad una velocità insostenibile ai veicoli da lui conosciuti all’epoca.

La notizia di quel primo avvistamento fece ben presto il giro del mondo e seguirono altri episodi. Uno dei più suggestivi riguarda quello riferito nel luglio dello stesso anno da un allevatore di bestiame di Roswell, nel Nuovo Messico.

La notte precedente i cieli della cittadina erano stati segnati dal passaggio di un oggetto luminoso e misterioso e il mattino successivo l’allevatore aveva trovato i residui di lamine di metallo sul suo terreno. Dell’accaduto venne subito informato sia lo sceriffo che la base militare di Roswell e la notizia del recupero di parte di un oggetto volante non identificato si diffuse a macchia d’olio.

Nonostante l’evidenza dei fatti dall’Aeronautica militare arrivò la smentita: non si trattava di UFO ma bensì dei frammenti di un pallone sonda precipitato a causa della tempesta. Nonostante la smentita ufficiale, a circa 200 chilometri a ovest di Roswell, precisamente in località di San Agustin, vennero rinvenuti altri resti di un oggetto metallico insieme ad alcuni cadaveri dalle sembianze umanoidi: si trattava forse dell’equipaggio?

La zona venne immediatamente delimitata dall’esercito e nessuno riuscì ad avvicinarsi. Non vi sembra un atteggiamento esagerato pensando alla caduta di un pallone sonda? Il comportamento dell’esercito fece aumentare ancora di più i dubbi sulla reale natura dei frammenti precipitati.

Stando alla cronaca del tempo, sul Roswell Daily Record si parlò del recupero di un misterioso oggetto volante. Quando entrò in scena l’FBI, il mistero si fece ancora più fitto. In un documento del luglio 1947 tra i vertici dell’agenzia governativa americana, si parla appunto degli avvistamenti Ufo, considerando la possibilità di approfondire le ricerche.

Hovver, il Direttore dell’FBI, era probabilmente convinto che non si trattasse di una bufala ed era aperto ad una collaborazione tra tutti, esercito compreso. Considerava fondamentale, per approfondire le ricerche, avere libero accesso e poter esaminare gli oggetti rinvenuti nel New Messico.

Dalle sue parole, dove chiede all’US Army l’accesso alle informazioni sul materiale oggetto di studio, risulta molto chiara la sua intenzione: “I would do it, but before agreeing to do it, we must insist upon full access to discs recovered. For instance in the L.A. case, the Army grabbed it and would not let us have it for cursory examination”.

Per quanto riguarda le ricerche sul caso non sappiamo quanto siano state approfondite, ma sappiamo con certezza che negli anni a venire si sarebbero moltiplicate le segnalazioni di ulteriori avvistamenti. I rapporti sarebbero stati più che altro ignorati dalle autorità, o tuttalpiù distrutti per presunta mancanza di spazio e prove certe.

Nonostante la riluttanza e le resistenze ad affrontare il discorso UFO, gli avvistamenti e le testimonianze proseguirono. E’ il caso di un documento molto interessante, scritto nel 1950 dall’allora agente speciale, Guy Hottel al direttore generale FBI, nel quale viene citata una fonte dell’aviazione Militare Americana dove si riferiva della presenza di tre dischi circolari del diametro di circa 16 metri, rinvenuti nel New Mexico.

A bordo di ognuno dei dischi erano presenti tre umanoidi, alti circa 90 centimetri e vestiti con una tuta metallica sottile. Nel suddetto rapporto si parla di un guasto provocato probabilmente dalle interferenze elettroniche dei radar militari, che nella zona sono molti potenti.

Negli anni successivi, l’Air Force avviò un progetto chiamato Progetto Sign, diretto dal Capitano Robert R. Sneide, che aveva il compito di ricerca e studio sugli UFO. Al termine, gli investigatori dichiararono che l’esistenza dei dischi volanti non poteva essere né confermata ma nemmeno smentita.

Esiste anche un rapporto non ufficiale mai divulgato, nel quale i ricercatori della Commissione affermano che in alcuni casi gli UFO avevano probabilmente origine extraterrestre ma, una volta incontrata l’opposizione da parte dei vertici militari per la mancanza di prove concrete, il progetto venne annullato a fine 1948.

Successivamente ci fu un altro progetto chiamato Project Grudge, che nel 1951 venne a sua volta sostituito dal più famoso Progetto Blue Book, che fu utilizzato dal governo come archivio principale degli avvistamenti di oggetti volanti non identificati.

Dopo i molti rapporti, le ricerche e gli studi condotti, possibile che gli UFO vengano considerati ancora come qualcosa che non esiste realmente? Forse sono solo il frutto della nostra immaginazione, sono una suggestione alla quale vogliamo credere a tutti i costi, benché non abbiamo modo di verificare l’esistenza di prove concrete?

Ma saremmo pronti a ricevere la tanto agognata conferma: gli extraterrestri sono tra noi? Probabilmente tutta la riservatezza messa in campo dai vertici governativi ha avuto lo scopo di garantire la sicurezza dei cittadini circa la possibilità di una reazione incontrollata del genere umano di fronte alla verità che non siamo soli nell’universo.