Montaldeo

Altro castello, altro fantasma. Verrebbe da dire così, ma in effetti un maniero che si rispetti non può non avere il suo fantasma…. o i suoi fantasmi!!!

Le leggende ci sono necessarie, le ricerchiamo con avidità negli scritti antichi, in cerca di qualcosa che possa far nascere la suspance, di innescare il brivido che ci porterà di conseguenza al desiderio di visitare un luogo, di camminare su quel particolare percorso, di sentire i rumori e gli odori di quel particolare luogo.

E’ questo ciò che ci ha spinto a documentarci sul Castello di Montaldeo, leggenda che ci ha affascinato fin da subito e che abbiamo voluto visitare, per ora, virtualmente.

Ci troviamo a Montaldeo, piccolo borgo in provincia di Alessandria in Piemonte, per scoprire il castello di stampo medievale adagiato sulle pendici dell’Appennino Ligure.

Il Castello di Montaldeo sarebbe infestato dalla presenza del fantasma di un antico proprietario, feudatario atroce e da quello di una suora….. il suo spettro apparirebbe nelle notti tempestose e scomparirebbe lasciando dietro di sé un lamento piuttosto lugubre…

Avvicinandosi al paese, qualunque sia l’angolazione, la prima cosa che conquista la vista è l’immagine dell’imponente Castello di Montaldeo. La struttura ha la forma di un parallelepipedo e con la sua grandezza, il maniero da l’impressione di sovrastare il piccolo borgo sottostante.

Questo scenario rispecchia perfettamente la situazione del tempo, con un divario netto ed evidente tra la ricchezza dei feudatari e la povertà dei sudditi sottostanti.

Si giunge infine in cima, percorrendo la salita acciottolata, si entra nel varco d’accesso dove si trova il posto di guardia. Da qui si ha l’accesso al grande cortile rettangolare. Il primo piano del castello è occupato da un grande salone, detto “salone degli stemmi” che ospita un bel camino.

Vi è poi la sala del tribunale, dove si svolgevano piccoli processi da parte dei feudatari. Raggiungibili attraverso una serie di passaggi e scale ricavate negli spessi muri, i sotterranei rivestono sempre un certo fascino per i visitatori.

E’ qui che erano ricavate le prigioni. Ancora oggi sono presenti nel castello pozzi e strumenti di tortura. Non si tratta di un castello disabitato, infatti nei mesi estivi qui ci abita l’attuale proprietario, marchese Clemente Doria, discendente della storica famiglia che ha dominato il paese per secoli.

Entriamo nel mistero

La leggenda che riguarda il Castello di Montaldeo è una delle più famose e conosciute di tutto il Monferrato. Narra dell’apparizione del fantasma di una monaca che si aggira per il camminamento di guardia e poi sparisce, lasciando dietro di se un lamento agghiacciante.

Le apparizioni sembra siano avvenute nelle notti di tempesta, quando la pioggia scroscia fitta e incessante, tuoni e lampi illuminano la sommità del castello… ecco la sagoma di Suor Costanza, vestita in modo sfarzoso con il capo ricoperto da una grande cuffia. Lo spettro si aggira sbuffando fumo dagli occhi e dalla bocca fino a trasformarsi un una striscia di luce che svanisce, lasciando al suo posto un lamento lugubre.

Secondo la leggenda, si tratterebbe del fantasma di Suor Costanza Gentile, fuggita dal monastero di San Leonardo di Genova nel 1699 e ospitata presso il castello da Clemente Doria, suo amante segreto e liberatore.

La storia d’amore tra i due finì tragicamente in una notte di tormenta, quando il marchese tornò, inatteso, al Castello e trovò la sua amata tra le braccia di un altro uomo.

Accecato dall’ira, il marchese ordinò che Costanza fosse uccisa e il suo corpo murato nel castello. Da allora, la sua anima senza pace vagherebbe per il castello lasciando dietro di se il suo pianto disperato…..

Come raggiungere Montaldeo?

Arrivando da Sud si percorre l’autostrada A26 con uscita Ovada. Da qui si prende la Strada Statale Voltri (SS456), successivamente la SP155 fino a Silvano d’Orba e proseguire verso la SP175 Strada Provinciale Silvano-Castelletto.

Arrivando da Nord-Est si percorre l’autostrada A7 (Mi-Ge), uscita Serravalle Scrivia, proseguire in via Novi direzione Serravalle, poi sulla provinciale 161 ed infine sula SP168 Ovada-Parodi-Gavi fino alla SP175.

Arrivando da Torino-Alessandria, si percorre l’A21 o l’A26 con uscita Ovada.

In treno, la fermata è Ovada.

Mangiare a Montaldeo

Una volta sul posto potrete degustare i piatti più buoni della zona. Vi segnaliamo i piatti tipici:

verdure in bagna cauda

acciughe in salsa verde

insalate di funghi freschi

agnolotti di borragine

ravioli di verdure

In autunno a farla da padroni sono i funghi, oltre al bollito misto, la selvaggina, il tartufo. Da non dimenticare che Ovada è produttrice del buonissimo vino rosso Dolcetto.

Idee di viaggio

Se ne avete la possibilità di tempo, questa è un’ottima zona per organizzare un vero e proprio tour per il Castelli. Infatti, in un raggio abbastanza ragionevole si possono visitare una ventina di manieri, chissà se riusciremo a conoscerli tutti, con le loro storie e leggende:

  • Castello di Molare (sec.XIII)
  • Castello di Cremolino (sec.XIV)
  • Castello di Trisobbio (sec.XX)
  • Castello di Morsasco (sec. XIII)
  • Castello di Orsara (sec. XIII)
  • Castello di Castelnuovo Bormida (sec. XI)
  • Castello di Carpeneto (sec. X)
  • Castello di Roccagrimalda
  • Castello di Silvano d’Orba (fine sec. XV)
  • Castello di Francavilla Bisio (sec. XIV)
  • Castello di Pasturana (secoli XIV/XVII)
  • Castello di Tassarolo (sec. XIV)
  • Castello di San Cristoforo (secoli XI/XIV)
  • Castello di Mornese (sec. XV)
  • Castello di Casaleggio Boiro, (sec. X)
  • Castello di Lerma (sec.XV)
  • Castello di Tagliolo Monf.to (sec. XIII)
  • Castello di Belforte (sec. XVII)

Buon viaggio tra Castelli e buone vacanzenelmistero.