Glamis Castle

Parte da Glamis Castle, in Scozia, il nostro viaggio nel mistero tra i castelli più infestati del paese, come sempre alla ricerca del brivido e dei fantasmi. Pronti? La Scozia, come ben saprete, è una terra che rievoca immediatamente le più cupe leggende legate ai fantasmi. Teatro per secoli di vicende suggestive e a volte sanguinose, queste antiche dimore raccongono tra le loro mura il ricordo degli eventi del passato.

D’altronde, di storia qui a Glamis Castle ne è passata parecchia. Basti pensare che sulle terre limitrofe a dove sorge il castello sono stati rinvenuti reperti preistorici, ad esempio la pietra pitta, una stele monumentale conosciuta come Eassie Stone ed attualmente conservato all’interno della chiesa in rovina dell’omonimo paese scozzese.

Ad attrarre i visitatori al castello non è solo la sua bellezza, ma anche dal mistero che grava su queste mura. E d’altronde, come potrebbe essere altrimenti, con un bagaglio così importante di storia e una scia di sangue così inquietante.

Il castello di Glemis

Glamis Castle si trova nel villaggio omonimo, nei pressi di Angus. Rappresenta un bell’esempio dell’architettura scozzese del quattordicesimo secolo, oggi abitazione ufficiale dei conti Strathmore e Kinghorne. L’attuale conte, Michael, risiede stabilmente in un’ala del maniero, mentre una piccola parte è aperta al pubblico ed è visitabile.

Durante la sua storia, il castello di Glamis ha subito diversi ampliamenti e ristrutturazioni, soprattutto tra il 17esimo e il 18esimo secolo e ha avuto alcuni abitatori illustri. Il castello, infatti, è stata la residenza della Regina Madre e, di conseguenza, la casa d’nfanzia della Regina Elisabetta II.

Le leggende di Glemis Castle

Una dimora così antica e dalla storia così travagliata non può che essere circondata da tante leggende. Una delle più conosciute riguarda Sir John Lyon, primo proprietario del castello, che nel 1372 traslocò a Glemis portandosi dietro un calice che secondo la leggenda non avrebbe mai dovuto essere spostato, pena terribili disgrazie.

Sir John, che non credeva nella maledizione, disubbedì scatenando una serie infinita di morti e calamità che riguardarono le successive generazioni di nobili proprietari del castello. Per primo toccò proprio a Sir John, il quale morì in duello pochi anni dopo essersi trasferito a Glemis.

Secondo un’altra leggenda, Glamis Castle sorgerebbe sul terreno sul quale nel 1034 fu assassinato re Malcom II, il sovrano che venne fatto a pezzi dai suoi carnefici. Si dice che la macchia del suo sangue sia ancora oggi visibile. I misteri di Glamis Castle affascinarono anche Oscar Wilde, il quale da questa vicenda prese spunto per Il Fantasma di Canterville. Un’altra ispirazione gli venne probabilmente per il famoso Macbeth.

Una delle più famose leggende del Castello di Glamis racconta della nascita di un bambino che, a causa delle sue deformazioni e nel tentativo della famiglia di nasconderlo, venne rinchiuso a vita ed infine murato vivo in una stanza segreta.

Era il figlio del conte Patrick Strathmore, un soggetto violento e dedito al gioco e all’alcool, che secondo la leggenda, usava la stanza segreta anche per rinchiudere i suoi peggiori nemici, i quali morivano di stenti e di fame.

Due dei fantasmi presenti al Castello di Glamis apparterrebbero proprio a due di questi poveri malcapitati. Si tratterebbe di un uomo bianco e di uno di colore, che sarebbero stati avvistati spesso aggirarsi tra le sale del castello.

Sembra che il conte abbia organizzato persino una festa con una caccia alla stanza segreta. Su richiesta del nobile, gli ospiti girarono a piacere per il castello appendendo ad ogni finestra un lenzuolo bianco. Quando il gioco fu terminato, tutti gli invitati si ritrovarono nel cortile e, osservando le finestre, si accorsero che ben sette finestre non avevano il lenzuolo. Nonostante gli indizi, nessuno fu in grado di individuare la stanza segreta.

Che fine ha fatto invece Patrick Strathmore? Beh, secondo la leggenda avrebbe giocato a carte nella stanza segreta nientemeno che con il Diavolo scommettendo e perdendo la sua anima. La leggenda della stanza segreta incuriosì anche Walter Scott, autore di romanzi e testimone attendibile, che durante la sua visita al castello di Glamis cercò invano la stanza misteriosa, senza peraltro trovarla.

Sir Scott, nonostante il suo scetticismo sull’argomento trascorse una notte al Castello di Glemis durante il 1790. Soltanto decenni più tardi, nel 1830, pubblicò il resoconto della sua esperienza:

Tutta la notte, da quando mi misi a letto, udì le porte sbattere una dietro l’altra. C’era qualcosa di misterioso castello di Glamis. Sono venuto a conoscenza dai signori che nella struttura si trova una stanza segreta, ma solo al conte, l’erede e al fattore è dato sapere quali nefandezze vi si celino.

Secondo le sue parole, si imbatté in due spettri, uno dei quali era sicuramente quello di Patrick, intenti a giocare ai dadi, a bere e a imprecare. Attratto dalle imprecazioni, ai due si sarebbe unita anche la figura malevola del demonio. Secondo alcuni, ancora oggi sarebbe possibile udire il rumore dei dadi che cadono sul tavolo in una zona non ben precisata del castello.

I segreti della famiglia Strathmore non finiscono qui. Si narra, infatti, che esista un terribile segreto, trasmesso di generazione in generazione da padre a figlio, nel giorno del suo ventunesimo compleanno. Nessun’altro della famiglia ne ha mai fatto parola fino a Claude Bowes-Lyon che, ai primi del Novecento, confermò pubblicamente l’esistenza di un segreto.

Confidandosi con un amico, il conte ammise: “Se solo sapessi la natura del nostro segreto ti getteresti in ginocchio e ringrazieresti Dio per esserne immune“. Prima dell’estinzione della discendenza maschile della famiglia, il figlio di Claude si lasciò andare ad una confidenza con il giardiniere di corte, il quale scappò lasciando il suo lavoro.

A questo riguardo, possiamo citare anche un’altra testimonianza. Si tratta di Rose Bowen, nata a Glamis e zia della regina Elisabetta II. Durante un’intervista, la nobildonna espresse il suo parere e condivise i suoi ricordi circa il segreto degli Strathmore:

“Fin dall’infanzia c’è stato proibito di fare domande sulla questione. Mio padre e mio nonno mi dissero di non prendere mai l’argomento in loro presenza e quando casualmente qualcuno faceva accenno alla cosa il clima diventava improvvisamente rigido”.

Un’altra testimonianza importante che avvalorerebbe la tesi della presenza di entità paranormali al Castello di Glemis è quella di una nobildonna londinese, che gli Strathmore invitarono a trascorrere una notte al castello. Durante la colazione venne chiesto alla donna come aveva trascorso la notte e questa rispose:

“Il luogo è meraviglioso, e il mobilio sicuramente pregevole e distintivo del vostro buon gusto. Anche il letto era confortevole. Se soltanto il carpentiere non avesse deciso di lavorare da mezzanotte fino alle sei del mattino avrei trascorso una notte perfetta, ma non ha smesso un secondo di piantare chiodi sui muri.”

Le sue parole fecero cadere il gelo nella sala. Infatti, da ormai molti anni il castello non disponeva di un carpentiere e, soprattutto, nessuno dei lavoranti avrebbe mai osato produrre dei rumori durante la notte.

Oggi non resta più nessun membro maschile della famiglia Strathmore e la proprietà è passata alla nipote del XIV conte, la quale non conoscere il segreto. Nemmeno il suo tentativo di interrogare l’ex giardiniere del castello ha avuto successo: l’uomo, infatti, sembra non abbia nessuna intenzione di parlare.

Dalla misteriosa stanza segreta continuano a provenire sinistre grida e lamenti, ma nessuno è stato in grado di identificarne l’esatta collocazione, sebbene in molti sostengono che potrebbe trovarsi in cima alla torre.

Il terribile segreto sembra destinato a restare immortalato negli sguardi centenari dei dipinti che adobbano le pareti dei corridoi del castello. Come ogni famiglia nobile, anche gli Strathmore avranno avuto un passato turbolento da proteggere e scheletri da nascondere negli armadi.

Ciò che resta oggi di questo emblematico passato sono probabilmente solo le entità soprannaturali che, di notte, si aggirano per il castello. Tutti gli abitanti del castello, dai proprietari, alla servitù fino agli ospiti, hanno avuto l’esperienza di inquietanti incontri con i fantasmi centenari del Castello di Glemis.

In totale gli spiriti sarebbero circa una ventina, alcuni si manifesterebbero con più frequenza mentre altri sarebbero stati visti solo di rado. Tra i più presenti ci sarebbe il fantasma della donna senza lingua, che vaga per il parco ostentando la sua menomazione. Secondo alcuni, le sarebbe stata amputata la lingua dopo essere venuta a conoscenza del terribile segreto.

Cosa dire di The Mad Earl’s Walk, che nelle notti tempestose percorre un identico giro per il maniero. Oppure del fantasma di un bambino, probabilmente un piccolo servo, che resta seduto di fronte alla camera della Regina Madre.

Uno dei più fastidiosi, a detta del personale, sarebbe il fantasma di Jack the runner, uno schiavo di colore, ucciso al castello per puro sadismo nel XVII secolo. Durante una festa dove l’alcool scorreva a fiumi, il pover’uomo venne fatto sbranare dai cani di fronte ad una platea divertita.

Il fantasma di Jach si divertirebbe da secoli producendo rumore di notte per disturbare il sonno dei proprietari del castello.

Una delle figure più paurose è, invece, quella della dama bianca, che da circa 6 secoli terrorizza tutti i lavoratori e gli ospiti del castello. Secondo i racconti si tratterebbe dello spirito di Janet Douglas, una dama del 1500 che, accusata di stregoneria, venne sepolta viva insieme alla sua bambina.

Pronti per organizzare una visita al Castello di Glemis? Date un’occhiata qui per i biglietti e le aperture. Se avete il tempo necessario, vi consigliamo di non perdervi la visita a Edimburgo.