Durante la notte è possibile assistere alla comparsa di misteriosi globi luminosi. È ciò che succede in una valle della Norvegia dal nome di Hessdalen, un mistero che la scienza non è ancora riuscita a decifrare.

Miraggi? Ufo o aerei in incognito? La voce popolare ha fornito tutta una serie di supposizioni, alcune fantasiose mentre altre più credibili. Secondo gli studi potrebbe trattarsi di un processo di combustione dello scandio, un metallo contenuto nella terra della valle norvegese.

Questo lembo di terra si estende a poco più di cento chilometri a sud-est di Trondheim, è conosciuto e studiato da numerosi esperti e visitato ogni anno da molti curiosi. Se ne sono occupati anche gli studiosi italiani del CPH (Comitato per Hessdalen), così come l’Istituto di radioastronomia INAF di Medicina (BO).

I misteriosi globi luminosi compaiono improvvisamente a mezz’aria e non trovano soluzione in nessuna delle leggi della fisica a noi conosciute.

La Valle di Hessdalen

Ci troviamo nella Valle di Hessdalen, un territorio a forma di V nel distretto minerario di Røros disseminato di vecchie miniere di ferro, rame e zolfo ormai in disuso.

Caratteristiche dei globi luminosi

Si tratta di tre distinti tipi di fascio luminoso. Il primo tipo è di colore bianco o blu ed è visibile per 2 o 3 secondi al massimo, quindi è piuttosto difficile da osservare.

Il secondo tipo di globo luminoso è di colore giallo e può restare visibile sospeso nell’aria per molti minuti, immobile o in movimento nel perimetro della valle. A differenza del primo, questo tipo di globo può arrivare ad una dimensione di 10 metri di diametro e la sua intensità luminosa è in grado di illuminare anche il sottosuolo per diversi metri.

L’ultimo tipo di globo è forse quello più affascinante perché da possibilità di interpretazione più ampia, fino ad arrivare all’origine extraterrestre. Queste luci sono molte unità, organizzate in modo da muoversi insieme formando delle forme stravaganti. Ogni singola luce sembra avere vita propria e in grado di accendersi e spegnersi in forma autonoma.

Tutti i globi luminosi hanno in comune la possibilità di presentarsi sia in aria che in prossimità del terreno. La traiettoria è a scatti, si spengono a intermittenza per riapparire in una diversa posizione. Spesso le apparizioni sono avvenute in contemporanea con perturbazioni del campo magnetico.

Avvistamenti

Il maggior numero di avvistamenti dei globi luminosi si è verificato dalla fine del 1981 alla fine del 1984, con una cadenza settimanale di circa 20 episodi. Da allora gli avvistamenti si sono stabilizzati tra i 10 e i 20 episodi annui.

L’indagine

Nel 1984 è stata condotta un’indagine scientifica nei mesi di gennaio e febbraio, utilizzando strumentazioni di precisione come magnetometro, laser, visore IR, fotocamera spettrografica e sismografo.

In totale sono state registrate 53 luci, avvertite dagli strumenti anche quando le luci non erano visibili. Dai risultati dello studio sembra che una tempesta magnetica sia in grado di aumentare il fenomeno.

Le luci non hanno fatto registrare nessun tipo di calore, dato confermato dai globi luminosi entrati in contatto con il terreno che non hanno prodotto nessuna bruciatura.

Nei punti innevati dove i globi luminosi si sono posati al suolo, si è osservato la scomparsa dei batteri, il che fa supporre che il fenomeno possa avere una carica di energia di radiazione.

Nell’agosto 1998, l’Østfold University College di Halden (Norway) ha installato un punto di osservazione stabile che registra costantemente il fenomeno.

Ipotesi

Cosa si può ipotizzare sull’origine dei fasci luminosi? Dagli studi si è potuto verificare che almeno l’80% degli episodi è spiegabile con la teoria del fisico britannico David Turner, il quale spiega il fenomeno come il risultato dello scambio di energia chimica, elettrica e termica tra un plasma e l’atmosfera ricca di vapore.

Cosa sappiamo del restante 20% dei casi? Al momento una parte del fenomeno delle sfere luminose di Hessdalen resta di origine sconosciuta.