Basilica Santa Chiara

Curiosi di scoprire un altro mistero? È la volta del mistero del pianto nella Basilica di Santa Chiara e della leggenda che circonda questo complesso monumentale del trecento.

La Basilica di Santa Chiara si trova nel cuore del centro storico di Napoli ed è il luogo di sepoltura di Sancha di Maiorca. La sua anima inquieta vagherebbe ancora oggi in questo luogo.

Il Complesso di S. Chiara, che comprende la Chiesa, il Monastero e il Convento, fu edificato a partire dal 1310 per opera di Roberto D’Angiò e della moglie Sancha di Maiorca che, devoti a San Francesco di Assisi, realizzarono un luogo per accogliere in un unico luogo le Clarisse e i Frati Minori.

La Basilica di Santa Chiara

All’interno della Basilica, realizzata in stile gotico e barocco, è possibile ammirare un antico rosone traforato e un meraviglioso affresco della Crocifissione realizzato da Giotto nel 1326.

Tra i Chiostri, che sorgono al di sopra di un complesso termale romano datato I secolo d.C., ricordiamo il Chiostro delle Clarisse e il prezioso Chiostro Maiolicato, realizzato con maioliche ritraenti scene campestri e di festa.

Le mura della Basilica di Santa Chiara custodiscono anche alcuni sepolcri, uno di questi quello di Roberto D’Angiò. Questo è stato il luogo della sepoltura anche di sua moglie Sancha. Infatti, secondo la leggenda, sarebbe attribuito a lei lo spirito che ancora oggi passeggia in preghiera.

Il pianto di Sancha

Secondo la leggenda, dal giorno della sua morte, avvenuta nel luglio del 1345, il fantasma di Sancha di Maiorca vagherebbe inquieto lungo il perimetro della Basilica, dove la donna è stata sepolta.

Lo spettro passeggia, assorto in preghiera e con gli occhi pieni di lacrime, vestito con un abito lungo. Nessuno sarebbe mai riuscito a vedere per intero il suo volto e chi ha provato a disturbare la sua preghiera sarebbe morto in breve tempo.

Il fantasma di Sancha sarebbe apparso, inquieto e addolorato, fin dal giorno della sua morte. L’avvistamento di una figura eterea e evanescente, che si aggira a capo chino e mani giunte tra i chiostri e i giardini, avrebbe destato lo stupore e la paura nei presenti.

Difficilmente lo spettro si ferma e alza lo sguardo al cielo, quello è il momento in cui sarebbe possibile vedere finalmente il suo volto truce e rigato dalle lacrime ma, suggestionati da ciò che dice la leggenda, nessuno osa guardare quel viso terrificante.