Una grande scoperta archeologica è quella avvenuta qualche giorno fa sulle rive del fiume Po, nei pressi di Cremona. Grazie alla secca, è affiorato il teschio di un megacero, un animale gigante vissuto 100mila anni fa.

Negli ultimi anni il fiume sta soffrendo una magra eccezionale e restituisce scheletri e reperti fossili. L’ultimo rinvenimento è quello del cranio di un megalocero, conosciuto anche come corvo gigante.

Davide Persico, professore all’Università di Parma e direttore del Museo Naturalistico Paleontologico di San Daniele Po ha così commentato: “Ossa appartenenti a grandi mammiferi che vivevano in Pianura Padana nel tardo Quaternario“.

Gli antichi abitanti della pianura padana

Ci immaginiamo la pianura padana popolata da rinoceronti, leopardi, mammut e leoni. E, tra questi, c’era probabilmente anche il megacero. Il grande cranio, individuato nei pressi di Isola Serafini (isola fluviale del Po), apparteneva al cervo megacero, che ha popolato un’area molto estesa in Europa e Asia centrale.

Un altro reperto fossile rinvenuto lo scorso anno, una emimandibola con tutti i denti, appartiene al Canis lupus Linnaeus (Lupo), una rara testimonianza della presenza del lupo in pianura padana.

Al Museo è custodito anche il cranio di un rinoceronte di Merck, l’esemplare meglio conservato in Europa, rinvenuto nel 2013 su uno spiaggione nei pressi di Spinadesco. A fare compagnia a questi reperti, anche un osso sacro di iena, la tibia di un leopardo e la mandibola di un leone delle caverne.

Anche la flora della pianura padana doveva essere diversa per soddisfare e saziare questi grandi animali. Si sa che queste terre sono state per molto tempo un territorio paludoso, in parte ricoperto da querce, faggi e olmi.

Nel 2009 in questo tratto di fiume è stata fatta una scoperta sensazionale: l’osso frontale di un uomo di Neanderthal. «Se questo individuo è un uomo, potremmo essere di fronte un esploratore. Se invece è una donna, sarebbe più facile pensare all’esistenza di una tribù in zona» dicono gli esperti.

L’estinzione del megacero

Sono state fatte molte ipotesi sulla possibile causa dell’estinzione del megacero, che in pianura padana componeva la megafauna del Pleistocene insieme ai mammut. Si è inizialmente pensato che l’estinzione sia avvenuta verso la fine dell’era glaciale, quindi più di 10 mila anni fa.

Poi, in seguito al ritrovamento di alcuni fossili di Megaloceror Giganteus sull’isola di Man e in Scozia, hanno convinto gli scienziati a rivedere la data di estinzione. Dai test al radiocarbonio, infatti, gli esemplari risultano morti 9200 e 9400 anni fa.

Italia, terra di scoperte archeologiche

Il territorio italiano ha restituito molte prove della vita sul pianeta in tempi antichissimi, basti pensare alla scoperta fatta al ghiacciaio del Calderone, nel massiccio del Gran Sasso, dove è stata scoperta una nuova specie animale finora sconosciuta alla scienza.

Si tratta di un piccolissimo abitante del ghiacciaio dal nome Desoria calderonis, una specie appartenente ai collemboli, simili agli insetti chiamati pulci dei ghiacciai, che amano gli ambienti freddi e umidi.

Come conferma Persico, anche la Pianura Padana era molto diversa: “Sono animali che non si assocerebbero alla Pianura Padana, ma 180.000 anni fa, ovviamente, era tutto diverso“.