Isola di Poveglia

L’isola di Poveglia, conosciuta anche come l’isola del male, è un’isola disabitata della laguna di Venezia di fronte a Malamocco, considerata uno dei luoghi più infestati del mondo.

Raggiungere l’isola di Poveglia è un’impresa abbastanza difficile. Non troverete nessun traghetto che percorre quella tratta e pochi, in possesso di un a piccola imbarcazione, disposti ad accompagnarvi. Il comune di Venezia rilascia un permesso speciale che va chiesto con un anticipo di dieci mesi.

L’isola è disabitata da anni, la vegetazione ha preso il sopravvento su tutto, insieme all’alone misterioso che avvolge questo lembo di terra. Quello che un tempo è stato un centro nevralgico e popoloso, oggi è una terra arida, disseminata di rovine abbandonate. Basta questo a farvi venire i brividi?

Storia dell’isola di Poveglia

Durante la Guerra di Chioggia, trovandosi in una posizione strategica, l’isola di Poveglia venne scelta come avamposto militare. Alla fine della guerra l’isola era completamente devastata, gli abitanti ridotti a poche decine tanto che venne abbandonata.

Nel 1700, dopo molti anni di abbandono e con il dilagare della peste, i resti degli edifici militari vennero ristrutturati e adibiti a lazzaretto, dove vennero portati i contagiati per limitare il diffondersi della terribile malattia. Dopo la morte, i cadaveri venivano ammucchiati e seppelliti in una fossa comune.

Successivamente, nel 1922 sull’isola di Poveglia venne costruito un grande edificio che aveva la funzione di manicomio. Al suo interno, secondo a leggenda, venivano effettuati tremendi esperimenti sui malati di mente.

Ad oggi, secondo la leggenda, sull’isola di Poveglia abiterebbero soltanto i fantasmi. Nel corso degli anni, sono nate diverse leggende e storie inquietanti sui fantasmi delle persone colpite dalla terribile epidemia e degli antichi pazienti torturati.

Poveglia, che dal 1968 è di proprietà del Demanio, giace nel più completo abbandono, circondata dal mistero e dalle testimonianze raggelanti dei turisti che hanno avuto il coraggio di visitarla. Si parla di apparizioni misteriose di anime erranti, rumori inquietanti e sinistri lamenti provenire dalle rovine.

Leggenda dell’isola del male

Il culmine dell’attenzione verso l’isola di Poveglia venne raggiunto tra l’inizio e la metà del 1900, durante il periodo in cui venne costruito il manicomio. Qualcuno avrebbe messo in dubbio che si trattasse di un ospedale psichiatrico e altri avrebbero addirittura negato la sua esistenza.

Da un lato ci sono le evidenze, come la presenza di una pietra tra le macerie con scritto reparto psichiatria, dall’altro ci sono i cenni storici, che parlano di casa di riposo per anziani. La vera funzione della struttura, quindi, resta tutt’oggi nel mistero.

Secondo la leggenda, l’isola di Poveglia sarebbe abitata dai fantasmi dei morti di peste. Non solo i numerosi turisti, che hanno riferito di aver assistito ad inspiegabili apparizioni e a lamenti inquietanti. Anche i pazienti della clinica riferivano continuamente di essere tormentati dai fantasmi delle persone morte di peste, molti di loro chiesero di essere trasferiti in altri centri. I loro racconti, però, trattandosi di persone con problemi mentali, non venivano presi in considerazione.

Prima della sua chiusura nel 1946, quando la clinica psichiatrica era in attività, al suo interno si consumavano atrocità e terribili torture sui pazienti. Lo stesso direttore del reparto, definito come un sadico lobotomizzatore, dopo aver compiuto numerosi esperimenti sugli ospiti, sarebbe impazzito a seguito degli assilli dei fantasmi di Poveglia che cercavano vendetta.

Il medico, dopo aver perso la ragione, si sarebbe ucciso lanciandosi dal campanile dell’isola. Il racconto è reso ancora più inquietante dall’infermiera che assistette al suicidio, la quale riferì che l’uomo non morì a causa della caduta, ma soffocato da un’inespettata nebbia che lo avvolse subito dopo.

Curiosità

Nell’estate del 2016, la stampa ha riportato un episodio piuttosto impressionante, riaccendendo di nuovo i riflettori sul mistero dell’isola di Poveglia. La notizia si riferiva alla brutta avventura da cinque turisti del Colorado che avevano deciso di visitare l’isola.

I visitatori sarebbero arrivati sull’isola con un taxi per compiere un’esplorazione notturna. Ad un certo punto, non si sa dopo quanto tempo, i giovani hanno iniziato ad urlare terrorizzati per qualcosa che avrebbero visto e sentito. Le loro urla hanno attirato l’attenzione di un’imbarcazione vicina. Per mettere in salvo i cittadini americani sarebbero intervenuti anche i Vigili del Fuoco.

L’isola di Poveglia è stata protagonista di un altro fatto inquietante. Questa volta i malcapitati furono i membri di una troupe televisiva, che raggiunsero la laguna veneta per effettuare delle riprese sull’isola del male. Il documentario è andato in onda su Travel Channel nella trasmissione Ghost Adventures.

Zachary Alexander Bagans, il regista, ha rilasciato alla stampa una dichiarazione dove riferiva che tutto lo staff aveva rischiato di dover sospendere le riprese a causa dello sgomento e terrore provato dalla troupe durante la lavorazione.

Nel documentario si trattava proprio del suicidio del medico che lavorava al manicomio di Poveglia e a stento gli operatori riuscirono a portare a termine le riprese, trascorrendo l’intera notte tra suoni inquietanti e manifestazioni inspiegabili.

All’isola di Poveglia ha messo piede anche l’associazione Epas (European Paranormal Activity Societies) che ha effettuato i suoi sopralluoghi non senza un brivido. Infatti, i membri dell’associazione avrebbero sentito il lamento di una bambina.

Negli anni ci furono diversi progetti per il recupero delle strutture abbandonate sull’isola. Una di queste prevedeva la realizzazione di un ostello della gioventù. Successivamente, ad un imprenditore venne l’idea di fondare un centro per disturbi alimentari, ma di nessuna di queste iniziative si è mai visto l’inizio lavori.

Crediti fotografici: fotografia di Ted Lum su Flickr.com