A Venezia c’è un angolo magico e misterioso. Parliamo del Sestiere Cannaregio dove, a pochi passi dalla dimora del Tintoretto, nel Campo dei Mori, ci sono delle strane statue di pietra. Secondo la leggenda, anticamente si trattava di mercanti in carne ed ossa, pietrificati per via della loro disonestà.

Raggiunto il Campo dei Mori, non è possibile non notare le tre statue incastonate nelle pareti del palazzo. Rappresentano le sagome di tre uomini orientali dalla pelle scura, i fratelli Rioba, Sandi e Afani. Chi erano costoro? Si trattava dei componenti della famiglia Mastelli del Cammello, nota per aver edificato gran parte del quartiere.

Secondo la tradizione popolare toccando il naso di una di queste statue, nello specifico quella di Antonio Rioba, porterebbe molta fortuna! La leggenda nasce dal fatto che durante l’Ottocento il naso della statua si sgretolò e venne rimpiazzato con un pezzo di ferro. Da quel momento, si dice che toccando il naso alla statua porterebbe fortuna.

Per quale motivo i mercanti sarebbero stati trasformati in statue? Si racconta che, tra gli affari dei fratelli Mastelli, c’era anche la gestione di una banca. E proprio attraverso la banca, essi riuscirono a truffare una signora veneziana. La donna, che era molto religiosa, cercò aiuto nella Santa Maria Maddalena, chiedendo di scagliare una maledizioni sui tre mercanti.

La santa si presentò ai mercanti fingendosi interessata, ma manifestando dei dubbi sulla loro qualità. Fu così che i mercanti pronunciarono la loro sentenza: “Possa il Signore trasformarci in pietra se questa non è la miglior stoffa di Venezia“. E fu così che i tre malfattori, più il loro servo, divennero pietra.

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