La trama del telefilm La casa nella prateria è tratta dai romanzi autobiografici di Laura Ingalls Wilder. Sì, proprio così, si tratta di una storia vera, sebbene durante le riprese siano state apportate alcune modifiche alle vicende che vedremo in seguito.

La famiglia Ingalls, come ricorderete, era composta dal padre Charles, dalla madre Caroline e dalle figlie Mary, Laura, Carrie, Charles Frederick e Grace. Ma chi erano questi personaggi nella vita reale?

Charles Ingalls

Charles Philip Ingalls nacque nel 1836 a New York, era un pioniere e a Concord (Wisconsin) incontrò e sposò Caroline Lake Quiner, la futura madre della scrittrice dei romanzi.

La famiglia, dopo numerosi spostamenti sul territorio, si fermò definitivamente nel South Dakota a De Smet, dove riposano molti membri della famiglia.

La coppia ebbe, come sappiamo, cinque figli tra cui Charles Frederick (Freddie) che morì poco dopo la nascita (01/11/1875-27/08/1876) e oggi si trova sepolto proprio vicino alla tomba del padre Charles. Di Freddie Laura parlò sempre poco, il personaggio non compare infatti nei romanzi, probabilmente perché si trattava di un dolore troppo forte per essere messo su carta.

Cosa dire di Charles? Quando era un bambino con la famiglia si spostò in Illinois, nella Contea di Kane. Crescendo, Charles scoprì la passione per la lettura e la musica. Imparò diversi lavori, tra cui l’agricoltore e il falegname.

Il marito di Caroline morì nel 1902 a soli 66 a causa di una malattia cardiaca e venne sepolto nel cimitero di De Smet. Al suo funerale, in quanto appartenente ai massoni, durante la cerimonia vennero eseguiti riti massonici.

Caroline Ingalls

Caroline Ingalls, nacque nel 1839 in Wisconsin e prima di sposarsi fu una brava insegnante e membro della fondazione della Congregazione De Smet. Una volta sposata fu impossibilitata a continuare il suo lavoro a causa dei continui spostamenti della famiglia. Una volta rimasta vedova si occupò della figlia Mary fino al 1924, quando morì a 84 anni. Oggi riposa in una tomba vicino al marito.

Mary Ingalls

La primogenita della famiglia Ingalls fu Mary Amelia, nata nel 1865 nel Wisconsin. Quando aveva 14 anni, Mary divenne cieca a causa, si legge, della scarlattina. Da studi successivi si è appreso che probabilmente la sua cecità era stata una conseguenze di una meningoencefalite.

Charles e Caroline fecero studiare Mary presso l’Istituto Iowa Braille and Sight Saving School dal 1881 al 1889. Quando Mary si laureò tornò a casa dai genitori, continuando la sua vita tra la Chiesa e le letture, la musica e il cucito. Mary, che non si sposò e non ebbe figli, alla morte della madre continuò a vivere con la sorella Grace. Morì nel 1928 di polmonite e riposa anch’essa nel cimitero di De Smet vicina ai suoi cari.

Laura Ingalls

Arriviamo ora a Laura, la protagonista sulla quale ruota il racconto, colei che racconta in prima persona la storia della famiglia Ingalls nei suoi romanzi. Laura Elizabeth Ingalls Wilder nacque a Pepin (Wisconsin) nel 1867. Laura visse sulla propria pelle l’esperienza dei continui spostamenti della famiglia. Dopo il breve soggiorno a Walnut Grove, nel 1874 gli Ingalls si trasferirono a Burr Oak (Iowa) e nel 1878 ritornano di nuovo brevemente a Walnut Grove prima di trasferirsi definitivamente a De Smet.

Qui Laura lavorò come insegnante e sposò Almanzo Wilder nel 1885. Dopo il matrimonio, Laura dovette rinunciare all’insegnamento a causa della legge dell’epoca che impediva ad una donna sposata di insegnare. La prima figlia di Laura e Almanzo, Rose, divenne giornalista e scrittrice.

Nel 1888 Almanzo si ammalò di difterite, malattia dalla quale si riprese a stento prima di subire un ictus che lo lasciò quasi paralizzato. L’anno succesivo, nel 1889, morì il loro secondogenito, non battezzato e sepolto nel cimitero di De Smet.

Sempre nel 1889, la casa di Laura e Almanzo bruciò, ma la coppia non si perse d’animo e ne ricostruì un’altra. Per un breve periodo, la famiglia si spostò per tentare di recuperare la salute del capofamiglia ma nel 1892 rientrò a De Smet.

Anche questa famiglia incarnava le abitudini dei pionieri, infatti soli due anni dopo si trasferirono nuovamente a Mansfield in Missouri, dove Laura approfondì la sua passione per la scrittura nei giornali locali fino ad entrare al Missouri Ruralist, dove fu articolista per un ventennio.

La sua passione per la scrittura la portò probabilmente al desiderio di raccontare le sue memorie, la sua infanzia e le vicessitudini della sua famiglia. Partendo da un primo manoscritto che si chiamava Pioneer Girl, Laura scrisse tutti gli altri romanzi vincendo più volte il Newbery Honor.

Nell’ottobre 1949 Almanzo morì d’infarto, mentre Laura visse fino al 1957, anno in cui morì all’età di 90 anni. La coppia è sepolta al Mansfield Cemetery.

Carrie Ingalls

La terzogenita della famiglia Ingalls, Carrie, nacque nel 1870 in Kansas a Montgomery County. Come le sorelle Laura e Grace, anche Carrie era malata di diabete, oltre ad essere una figura molto fragile e magra. Grace, ottenuta la laurea, lavorò a De Smet come tipografa e sposò David N. Swanzey, il proprietario di una miniera a Keystone, vedovo e padre di due figli.

Fu Carrie ad incoraggiare la sorella Laura a scrivere le sue memorie. Dopo aver lavorato nel giornale di Keystone, Carrie morì nel 1946 a seguito delle complicazioni del diabete. Fu sepolta nel De Smet Cemetery insieme ai genitori.

Grace Ingalls

Infine, Grace Pearl, la piccolina di casa Ingalls. Grace nacque nel 1877 a Burr Oak (Iowa) e lavorò come insegnante nella cittadina di Manchester, luogo distrutto da un tornado nel 2003 e mai più ricostruito. Nel 1901, Grace sposò Nathan William Dow e continuò a vivere a Manchester, che distava solo alcuni chilometri dalla casa dei genitori a De Smet. La coppia non ebbe figli e Grace fu la prima delle sorelle a morire a causa del diabete. Era il 1941 e Grace aveva solo 64 anni. Anche Grace riposa nel cimitero cittadino.

Degli altri personaggi che vediamo nel telefilm La casa nella prateria, alcuni sono vissuti realmente e Laura, per preservarne la privacy, ne ha volutamente cambiato nome. Altri ancora, sono stati creati ad hoc per necessità sceniche.