Doel

Alla scoperta di un altro luogo abbandonato ci troviamo nel villaggio di Doel, in Belgio. Il paese sorge nel comune di Beveren, a poca distanza da Anversa, tra il grande porto e una centrale nucleare e negli anni è stato al centro di una diatriba che l’ha portato dai suoi circa 1300 abitanti ad un luogo semi abbandonato.

Inizialmente, il villaggio di Doel fu scelto come sede della centrale nucleare, ma il progetto venne in seguito abbandonato dal 1965 per avvalorare invece il progetto di ingrandimento del porto di Anversa. Il piano di demolizione di Doel è stato fermato dalle numerose proteste e, da allora, il villaggio è rimasto lì immobile, quasi completamente abbandonato a subire i segni dell’incuria e del passare del tempo.

Prima che il villaggio di Doel segua il suo inesorabile destino e scompaia per sempre, gli amanti del mistero e dei luoghi abbandonati non possono perdersi una passeggiata per queste strade deserte. Tra le finestre semi aperte e le porte sfondate si intravedono in alcune case parti di mobili e arredamento originali delle abitazioni.

Camminando tra i vetri rotti, si ha come l’impressione di entrare in un museo a cielo aperto, si può immaginare l’esodo della popolazione, costretta dal governo ad abbandonare i propri beni, gli oggetti personali e lasciare le proprie abitazioni alla mercé dei vandali. Qui a Doel si respira un’aria particolare, si avverte una suggestione che gli appassionati del genere conoscono molto bene.

Tra i numerosi disegni e murales che ricoprono i muri delle case, ci sembra emblematica la scritta “Doel blijft!” (Doel rimani!), che rende bene l’idea del senso di ribellione vissuto dalla cittadinanza di Doel. Ad attirare ogni fine settimana i turisti non è solo la street art, ma anche la voglia di scattare una fotografia e immortalare uno scenario che potrebbe scomparire per sempre.

Cosa ne sarà, infatti, tra qualche anno dei bei giardini, della Chiesa perfettamente conservata? Ad oggi, l’unico punto vitale di Doel è rimasta la tavola calda, chiamata Doel 5, che originariamente era il bar a servizio dei lavoratori della centrale nucleare. Oggi il locale viene preso d’assalto dai visitatori e dai molti motociclisti che passano di qui.

Se durante il giorno Doel si anima di vita e riesce anche a trasmettere una sorta di senso di comunità, quando cala la sera la situazione si trasforma profondamente. Le stradine buie e i vicoli, infatti, si popolano di drogati, vandali e graffittari, rendendo il villaggio un luogo cupo, inquientante e desolato.

La desolazione, purtroppo, è una delle sensazioni che più facilmente si prova a Doel, chiamata anche la città fantasma, ma il villaggio non è completamente disabitato. Si conta, infatti, che dei circa 1300 abitanti iniziali, a Doel siano rimaste circa una trentina di persone.

Passando per le stradine, tra le abitazioni abbandonate che mettono tristezza, dai fiori sui davanzali e dalle aree curate intorno alle case si percepisce la presenza umana. Doel è un’insieme di sensazioni diverse, così come lo sono gli scenari che è possibile catturare in una fotografia: un porto, una centrale nucleare e un Mulino.

Crediti fotografici: fotografia di Dage su Flickr.com.