A Venezia c’è un ponte maledetto, ovvero il Ponte di Rialto. Si tratta di uno dei luoghi più visitati della città, eppure porta in sé qualcosa di demoniaco. Secondo la leggenda, infatti, la costruzione del ponte è stata segnata da qualche intralcio non proprio umano.

A seguito della necessità di avere un collegamento tra le due sponde del Canal Grande, nel 1181 il Doge ordinò la costruzione del primo ponte in legno poggiante su palafitte, ma la struttura andò incontro a numerosi e continui crolli e danneggiamenti tanto che venne indetto un concorso per ricostruirlo definitivamente in pietra.

Scartando nomi come Michelangelo e Palladio, l’ing. Antonio da Ponte vinse il concorso e nel 1589 iniziò la sua opera. Anche in questa occasione, però, la sorte si frappose volentieri con problemi di stabilità e alcune proteste. La leggenda vuole che a causare tutti questi problemi ci sia stato lo zampino del Diavolo, che non voleva che il ponte fosse ultimato.

Si racconta che l’essere malvagio, per permettere il completamento del ponte, pretese l’anima della prima persona che lo avesse attraversato. Una volta accettato lo scambio e ultimato il ponte nel 1591, Antonio cercò di aggirare la promessa con un espediente, cioè fece liberare un gallo. Ovviamente il Diavolo non accettò l’inganno e si presentò alla moglie di Antonio, la quale aspettava un bambino, avvisandola che il marito era in pericolo.

La donna, senza pensarci due volte, arrivò e attraversò il ponte per prima raggiungere il consorte. Fu così che il Demonio si impossessò dell’anima della donna e del nascituto.

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