Punta Crena

Partiamo per la nostra prossima tappa, questa volta non andiamo lontani. Siamo in provincia di Savona, nel comune di Varigotti e visiteremo i sentieri e la storia di Punta Crena e i suoi dintorni.

Questa zona, definita dai suoi stessi abitanti come un antico borgo saraceno, meritava una visita. Primo perché di questi tempi non saremmo riusciti ad andare più lontano, secondo perché si tratta di un tratto di costa ricco di storia e di panorami mozzafiato.

La storia

Varigotti deve la sua nascita alla sua posizione privilegiata, racchiusa in un’ansa strategica al riparo dagli attacchi e dai forti venti. Il suo porto è stato infatti un porto naturale di cui si sono serviti anche i Romani. Il porto era difeso da un castrum bizantino, collocato sul promontorio di Punta Crena, mentre gli edifici civili sono stati costruiti sul versante orientale del promontorio e ad oggi restano i ruderi del muro perimetrale.

Nel 641, però, terminata la dominazione Bizantina, il borgo va incontro ad uno stato di abbandono in quanto i conquistatori Longobardi, non possedendo una flotta navale, non avevano bisogno del porto. Secondo alcuni documenti storici, Varigotti sarebbe stata tra le civitates litore mares distrutte da Rotari nel 643 d.C. insieme a Genova, Albegna, Savona e Luni.

Il borgo viene presto occupato dai Saraceni provenienti dalla Provenza, la cui dominazione ha lasciato le testimanianze nei colori e nelle forme delle caratteristiche abitazioni affacciate sulla splendida spiaggia.

La visita

Veniamo a noi. Dopo aver lasciato l’auto in un parcheggio a pagamento di Varigotti, ed ignari dell’esistenza di un sentiero molto più agevole che parte proprio dal borgo, abbiamo attraversato la galleria e girando subito a destra imboccato il sentiero in salita.

Dopo pochi metri, il sentiero è diventato un pochino impegnativo, nel senso che compaiono molti sassi e la salita inizia a farsi sentire. Il punto più problematico, per chi soffre di vertigini, è un breve passaggio sulla terra battuta, senza parapetto, piuttosto stretto e con il dirupo scosceso di sotto.

Superato questo punto, abbiamo proseguito il cammino per altri 5-10 minuti, fermandoci ad ammirare il panorama e a riprendere fiato. Ed infine, come per magia, ecco apparire davanti a noi la Torre Saracena, costruita nel 1559 dopo l’ultima invasione dei Turchi.

Dalla Torre, che domina imponente sul promontorio, gli antichi dominatori controllavano l’arrivo di qualsiasi minaccia via mare. La Torre al suo interno è dotata di una scala a pioli in ferro, che consente di salire fino in cima per godere della vista spettacolare su tutto il golfo.

Una volta raggiunta la terrazza, non perdetevi la possibilità di fare qualche foto al panorama. Verso levante lo sguardo si perde nei colori turchesi della Baia dei Saraceni, mentre a ponente si perde sul borgo di Varigotti e sulla lunga spiaggia.

Da questa posizione si possono notare le varietà della vegetazione mediterraneo, tra cui il corbezzolo, il lentisco e il mirto. Inoltre, tra la vegetazione, compaiono inaspettati quanto suggestivi contrasti tra il cielo e il colore del mare.

Adiacenti alla Torre Saracena sono presenti delle strutture murali, in discrete condizioni, probabilmente riconducibili a fortificazioni medievali e a insediamenti militari di età bizantina (VI-VII secolo). Gli interni, come visibile in foto, sono dotati di pavimenti e di numerose scritte.

Prima di andare via diamo solo uno sguardo al colore del mare sottostante. Qui sotto c’è una spiaggetta di sabbia e acqua cristallina, paradisiaca secondo chi l’ha vista, raggiungibile però solo via mare. In effetti, ci sarebbe anche un percorso in discesa, ma sconsigliatissimo in quanto a pericolosità.

A questo punto, scendendo leggermente sul sentiero, si può prendere la discesa e tornare nel borgo di Varigotti, percorso molto più agevole e più corto rispetto a quello da cui siamo saliti noi. Oppure, si può proseguire sul sentiero che porta fino alla Chiesa di San Lorenzo.

Lungo il tragitto si passa proprio sul fianco di antichi resti di mura e fortificazioni medievali, strutture risalenti all’età bizantina.

Secondo alcuni documenti storici, Varigotti sarebbe stata tra le civitates litore mares distrutte da Rotari nel 643 d.C. insieme a Genova, Albegna, Savona e Luni.

Eccoci arrivati alla fine del sentiero e nel cuore del borgo di Varigotti, un’ultima foto alla Torre e alla mappa, che spiega nel dettaglio la storia del posto e i sentieri disponibili.

Come arrivare a Varigotti

Per chi arriva in macchina, almeno in autunno-inverno, non sarà difficile trovare un parcheggio. Più difficile è sperare di parcheggiare in zona tra la primavera e l’estate. Meglio sarebbe lasciare l’auto a Noli o a Finale e muoversi con i mezzi pubblici.

In questo caso la linea della TPL n. 40 serve ogni circa 20 minuti nelle due direzioni. Per chi arriva in treno, invece, le stazioni di riferimento sono a levante la Spotorno-Noli e, a ponente, la stazione di Finale Ligure.

Dormire a Varigotti

Il Borgo di Varigotti si anima per lo più nei mesi primaverili e raggiunge l’apice della vitalità nel periodo estivo. Nonostante ciò, il borgo è un’ottima idea di viaggio durante tutto l’anno e offre molte soluzioni, tra alberghi, case vacanza e b&b dove pernottare.

Mangiare in zona

Farinata

Focaccia di Recco

Cappon magro

Cima alla genovese

Frittelle di baccalà

Pansoti

Sacripantina

Trofie al pesto

Pandolce

Torta pasqualina

Attrezzatura consigliata

Nonostante questo nello specifico sia un sentiero trekking adatto anche ai principianti, quando ci si muove sui sentieri è meglio avere scarpe comode, antiscivolo e robuste.