Castel San Giorgio

In terra lombarda ci sono molti castelli che attraggono gli amanti del mistero per via delle leggende che aleggiano sopra le antiche mura. È la volta del Castello San Giorgio e il fantasma di Agnese.

Questo maestoso maniero ci racconta una leggenda triste, finita con la decapitazione di una giovane donna, colpevole di non aver dato alla luce un erede maschio. Se la fantasia spesso ci porta a pensare a uno scenario fiabesco, anche in questo luogo, invece, ha regnato la crudeltà.

Secondo i racconti, il fantasma di Agnese Visconti apparirebbe ancora oggi inquieto e producendo dei lamenti per la sua vita perduta precocemente.

La storia del castello

Il Castello di San Giorgio si erge a Mantova e fu costruito per volere di Francesco I Gonzaga partire dal 1395 sulle rovine della Chiesa di Santa Maria di Capo Bove. Terminato nel 1406, il Castello di San Giorgio aveva una funzione difensiva sulla città.

Dal 1459, dopo la ristrutturazione voluta da Ludovico II Gonzaga, il castello perse la sua funzione militare e difensiva per divenire la residenza di Isabella d’Este, moglie di Francesco II Gonzaga.

Dal quel momento, complice l’innovazione della celebre nobildonna, che volle a corte i più conosciuti artisti e umanisti dell’epoca, Mantova divenne una delle maggiori corti europee sul piano artistico e letterario.

Tra i personaggi più illustri che passarono per il Castello San Giorgio ricordiamo il Perugino, Leonardo da Vinci, Ludovico Ariosto, Andrea Mantegna. A partire dal 1815, a seguito dell’occupazione austriaca di Mantova, il maniero venne trasformato in carcere di massima sicurezza.

Con il terremoto del 2012, il castello ha subito seri danni strutturali.

La storia di Agnese

Questa è una storia piuttosto triste. Parliamo della vita di Agnese Visconti, sesta figlia di Bernabò Visconti e di Beatrice Scala. La giovanissima nobildonna, di soli 14 anni, venne data in sposta al coetaneo Francesco Gonzaga, signore di mantova.

La giovane sposa diede alla luce una femmina e non il tanto atteso erede maschio. A quei tempi erano rare le donne che potevano sperare di salire sul trono.

Dopo la morte del padre, Bernabò Visconti, conosciuto come un despota crudele e spietato, per mano di Gian Galeazzo Visconti, che ne usurpò il potere.

Agnese, provata dal dolore per l’assassinio del padre e decisa a vendicarne la morte, va anche contro gli interessi del marito, il quale decide di eliminarla. Francesco Gonzaga accusa Agnese di tradimento con il cavaliere Antonio da Scandiano.

Quest’ultimo, pur di salvare la vita alla povera Agnese giurò di averla violentata, ma questo non servì per salvarle la vita. Gli atti del processo sommario ad Agnese sono ancora oggi custoditi presso l’Archivio di Stato di Mantova.

Il 7 febbraio del 1391 Agnese venne decapitata, mentre il suo presunto amante venne impiccato. I loro corpi vennero seppelliti insieme in quella che oggi è Piazza Pallone, cortile del Palazzo Ducale e in loro ricordo venne issata una targa.

Il fantasma di Agnese

Decapitata a soli 28 anni, il fantasma di Agnese Visconti apparirebbe ancora oggi producendo dei lamenti per la sua vita perduta così precocemente. Lo spettro sarebbe stato avvistato tra le finestre che si affacciano sulla piazza della decapitazione e quelle del Palazzo.

La figura eterea sarebbe disperata, secondo alcuni racconti chiederebbe perdono al marito, secondo altri invece rivendicherebbe la restituzione della sua vita emettendo urla di rabbia.

Alcune testimonianze parlano di flebili luci accese negli ambienti vuoti e silenziosi. Il fantasma di Agnese non troverebbe pace perché fu sepolto in un luogo non consacrato.

Oltre che a castello e al Palazzo, il fantasma di Agnese sarebbe stato avvistato anche nel luogo dove si compì la sciagurata azione. Secondo alcuni, lo straziante lamento della donna esprimerebbe il dolore per la perdita dell’amato.

La visita al Castello

Al piano terreno del Castello San Giorgio è possibile ammirare la Sala dei Soli, con magnifici affreschi del ‘400. Salendo una scala a chiocciola, si giunge alla Sala degli Stemmi e al Salone degli Affreschi.

Di Isabella d’Este si può visitare la camera nuziale chiamata Sala delle Sigle e la Salette della Grotta. A seguire, ci sono la Sala delle Armi, la Sala delle Cappe e la Sala dello Zodiaco, dove venne recluso Pietro Frattini e Ciro Menotti.

Oltre agli ambienti sopra menzionati, la visita prosegue nei sotterranei, le prigioni dei Martiri di Belfiore e la visita ai camminamenti delle torri.