Triora paese delle Streghe

Triora, soprannominato il paese delle streghe, è la meta ideale per una bella escursione fuori dalla calca delle spiagge e dal rumore del traffico. Grazie alla sua distanza dal mare, infatti, offre un clima tipicamente montano.

Ci troviamo nell’entroterra Ligure, in provincia di Imperia e più precisamente nella Valle Argentina, a circa 780 metri sul livello dal mare, tra le pendici del massiccio del Saccarello e il fondovalle con il torrente Argentina. Oggi Triora è un piccolo borgo abitato da poco più di 350 abitanti, dove il tempo sembra si sia fermato……

Era il lontano 1587, quando Triora si fece teatro del più grande processo per stregoneria del secolo, tanto da lasciare al Borgo l’appellativo di paese delle streghe. Alcune donne del luogo vennero accusate di essere le artefici delle sventure, carestie e pestilenze che si susseguivano in quegli anni e molte di loro vennero processate e messe al rogo. I verbali degli interrogatori e le testimonianze di allora sono oggi conservati nell’Archivio di Stato di Genova.

Passeggiando per l’antico borgo, con le mura di cinta che proteggono la cittadella e i vicoli stretti, fatti di acciottolati irregonari, che si incrociano, sembra di tornare indietro nel tempo, di respirare quell’aria mentre qualche gatto ci attraversa velocemente il cammino e le ombre si allungano al tramonto.

Come raggiungere Triora

Triora si può raggiungere sia in auto (Autostrada A10-Uscita casello di Arma di Taggia (Sanremo est), oppure in autobus utilizzando i mezzi pubblici di Riviera Trasporti.

Sistemazioni a Triora

Se si tratta di una gita in giornata non ce ne sarà bisogno, ma se deciderete di fermarvi almeno una notte, per entrare nel pieno dell’atmosfera e poter dire di aver dormito nel paese delle streghe, allora avrete un’ampia scelta di soluzioni, dalle case vacanza ai B&B. Molte di queste strutture accettano anche i nostri amici a quattro zampe.

Cosa mangiare a Triora?

Passeggia passeggia… ci è venuta fame. E, quale ristorante, trattoria, bar scegliere per assaggiare le prelibatezze offerte da Triora? Le ricette tipiche qui sono numerose, i buongustai saranno d’accordo. Si spazia dai primi, dolci, formaggi, salumi… non resta che prepararci a degustare i piatti tipici della zona. Tra questi:

  • Ciuppin (zuppa di pesce preparata con pesce di scoglio e pane raffermo)
  • Lasagne al pesto
  • Minestra di ceci
  • Paciugo (gelato ligure con crema di vaniglia insaporita con amarene sciroppate)
  • Ravioli dolci

Percorsi a piedi

E dopo un pasto di tutto rispetto, non ci resta che smaltire il tutto con una delle escursioni organizzate a Triora. Gli itinerari disponibili per la visita al borgo sono contraddistinti da un colore di riferimento:

  • rosso: è la visita artistica che parte proprio dal Museo della stregoneria e, attraverso le mura del borgo, porta fino l’antico forno, fa una tappa alla cisterna centrale, la fontana Sottana, il Palazzo Borelli, la Grotta di Lourdes per finire alla Collegiata con l’oratorio di San Giovanni del 1600.
  • azzurro: alla scoperta delle curiosità, partendo dal castello e scendendo verso la Chiesa di Santa Caterina (rudere) e il Poggio della croce, per ammirare la bellissima vista sulla vallata sottostante. Una volta lasciata la fontana Soprana si arriva alla famosa cabotina e poi si prosegue per San Dalmazzo, il museo della stregoneria e il Palazzo Stella.
  • giallo: studiato per una visita con i bambini. E’ decisamente più breve e le tappe sono scandite con i nomi delle streghe, senza impressionare ne spaventare i più piccoli. Battistina, Isotta, Franchetta e per ultima Luchina scandiscono il passaggio dalla piazza del Mercato, la piazza Tommaso Reggio, la terrazza cabotina ed infine la piazza antistante il castello

Tra le cose da vedere a Triora o nelle vicinanze, non saltate una visita al Museo Etnografico e della stregoneria, dal quale potrete avere l’accesso alla Chiesa di San Bernardino distante circa 100 metri.

Entriamo nel mistero

Siamo nel 1587, in un piccolo borgo del ponente ligure. A Triora sono circa tre anni che i contadini hanno qualche problema con la raccolta del grano, colpa di una severa siccità. Strano per un luogo conosciuto proprio come il granaio della Repubblica!

Va da sè, quindi, che la scarsità dei raccolti crei un importante malcontento nella popolazione, la quale arriva a pensare che la mancanza di pioggia sia opera di un sortilegio e la superstizione induce la popolazione alla ricerca di un capro espiatorio.

Dicerie, sospetti e leggende si attivano fino a scomodare le cariche pubbliche e l’ambito religioso. Le indagini, dettate da superstizione e paura, portano all’identificazione iniziale di venti donne. Ad esse, identificate come streghe, sono attribuite le sciagure che si manifestano nel borgo: carestie, moria di bestiame, di bambini e di donne gravide.

Per ordine di Stefano Carrega, podestà di Triora, si procede con gli arresti e l’invio degli inquisitori per affrontare il processo. Le presunte streghe vengono imprigionate all’interno di alcune case di Triora, sequestrate ai proprietari e adibite a prigione.

All’interno di queste case vengono eseguiti gli interrogatori, con torture indicibili che spesso portano all’ammissione di colpe inesistenti, pur di fermare i supplizi.  Tra le vittime dovute alle torture c’è una donna di 60 anni, Isotta Stella, mentre un’altra precipita dalla finestra nel tentativo di fuggire.

La conta delle presunte “streghe” si allunga sempre di più, si arriva a circa duecento, finchè il Doge di Genova, preoccupato per la tragedia che sta investendo la zona, chiede spiegazioni agli inquisitori, senza ottenere risposte rassicuranti. Ad un certo punto arriva una svolta, il processo viene trasferito a Genova, dove 13 donne, un uomo, un bambino, 4 bambine vengono rinchiusi nella torre grimaldina.

Il processo si è concluso nel 1588, con la condanna al rogo di tutti gli imputati. Solo l’anno seguente, nel 1589, grazie ad una revisione della sentenza, la condanna al rogo fu annullata. Non si conoscono i numeri dei prigionieri che riuscirono ad evitare il rogo, si sa che tutti i prigionieri furono trasferiti a Roma e di loro si persero le tracce.

Ancora oggi, mentre passeggiamo per i vicoli del paese, su quei ciotoli sconnessi, sotto agli archivolti medievali, sembra di essere osservati. Si sente il peso di quelle storie, spezzate a causa della superstizione, sembra di sentire le sofferenze che si sono consumate tra le mura di quelle case ora disabitate.

L’atmosfera, ora che è notte inoltrata, si fa sempre più pesante e ogni singolo alito di vento ci fa sussultare, ogni scricchiolio ci fa voltare. Occhi gialli nel buio del vicolo appartengono ad un gattino che se ne va via solitario.

Camminare per Triora in una notte come questa è un’esperienza magica, ci si aspetta da un momento all’altro di vedere qualcosa di strano, di inspiegabile. Come è già accaduto, quando è stato fotografato quello che sembra un fantasma.

Siamo nel 2010, durante il convegno sulla stregoneria. Vengono scattate molte foto che testimoniano la passeggiata notturna e, solo durante lo sviluppo, appaiono nelle foto delle strane figure nebulose, non visibili ad occhio nudo, che fanno pensare ad un fantasma. L’evento è stato talmente particolare da essere riportato in un articolo de Il Secolo XIX.

Le luci dell’alba iniziano a rischiarare l’orizzonte e il silenzio assordante viene interrotto da qualche rumore lontano, il borgo sta lentamente riprendendo vita. La nostra escursione a Triora termina qui, mettiamo nello zaino la macchina fotografica e ci prepariamo per il ritorno. Di sicuro torneremo in questo luogo magico, magari la prossima volta prenoteremo un biglietto per il Ghost Tour di Autunnonero.

Se il nostro tour virtuale ha stimolato la voglia di visitare di persona questo luogo suggestivo, il brivido vi aspetta. Se poi volete proseguire il vostro tour, andiamo alla scoperta dei luoghi più misteriosi in Liguria.