Gli alieni avrebbero messo piede sul nostro pianeta molto tempo prima dei primi avvistamenti ufficiali nel corso del ‘900. Nella storia ci sarebbero stati avvistamenti di UFO e contatti con le civiltà più antiche. Secondo alcuni gli Alieni avrebbero istruito e aiutato molte civiltà a crescere e progredire.

Il primo esempio che viene alla mente sono gli antichi egiziani. Secondo alcuni studiosi, infatti, i segni individuati nei testi e nei geroglifici avrebbero a che fare con la raffigurazione di veivoli alieni e costituirebbero una prova che l’Egitto sia stato visitato in tempi antichi dagli extraterrestri.

Uno dei misteri che circonda le piramidi del Cairo è la metodica della loro costruzione. Sappiamo che le imponenti tombe monumentali risalgono a più di 2000 anni fa, che venivano utilizzate come luoghi di sepoltura per faraoni e regine. Una cosa che non sappiamo con precisione è come furono costruite.

Ancora oggi, il metodo costruttivo delle piramidi resta uno dei maggiori enigmi dell’umanità, soprattutto se pensiamo che si tratta di un’opera architettonica perfetta. Tanto perfetta al punto da fare sospettare che la loro costruzione sia opera di una civiltà superiore.

Se pensiamo che la Grande Piramide è formata da blocchi di pietra di circa due tonnellate l’una, viene spontanea la curiosità di chiedersi come abbiano potuto gli egizi, senza le attrazzeture moderne, spostare e assemblare pezzi di roccia così mastodontici.

Come molti sapranno, le tre piramidi di Giza sono disposte lungo un allineamento diagonale a partire dalla più grande, la piramide di Cheope. Alta 140 metri, la sua struttura ha un perimetro di quasi 1 chilometro. In ordine di grandezza abbiamo poi la Piramide di Chefren, l’unica che sulla sommità ha conservato parte della copertura in calcare bianco di Tura, materiale che all’origine ricopriva l’intera struttura. 

La Piramide di Micerino è la più piccola con un’altezza di 66 metri e un lato della base che misura circa 100 metri. Uno degli aspetti più straordinari dell’aspetto delle piramidi è il loro quasi perfetto orientamento rispetto ai punti cardinali. In effetti, vi è un piccolo errore. Ovvero, tutte e tre le costruzioni sono leggermente ruotate in senso antiorario rispetto ai punti cardinali.

Nonostante questo, molti studiosi sono concordi nel sostenere che alla base della costruzione del sito di Giza ci sia stato un progetto molto articolato, che lascia trapelare le notevoli conoscenze che gli egizi avevano circa la geometria e la matematica.

Nella piramidologia troviamo la teoria della correlazione di Orione, ovvero una relazione tra la posizione delle piramidi e le stelle centrali della costellazione di Orione. Questo ci fa capire quanto gli egizi fossero legati all’astronomia e conoscessero il cielo sopra di loro. E, a quanto pare, proprio dal cielo è arrivato il materiale che è stato utilizzato per forgiare il pugnale di Tutankhamun.

Il pugnale di Tutankhamun ha origine extraterrestre? Si, proprio così. E’ ciò che è emerso da uno studio internazionale, al quale ha partecipato anche l’Università di Pisa, che ha dimostrato come il ferro del pugnale del faraone provenisse da un meteorite.

Il team di ricercatori ha così trovato la risposta definitiva ad un dubbio che per anni ha assillato gli studiosi, sull’entità del pugnale, ritrovato dall’archeologo Howard Carter nel 1925 nel sarcofago della celebre mummia egiziana ed oggi conservato al Museo Egizio del Cairo.

Il risultato dello studio è stato pubblicato sulla rivista Meteoritics and Planetary Science, compresa un’analisi chimica non invasiva che ha rivelato nella lama del pugnale la presenza di nichel e cobalto, con concentrazioni tipiche presenti nelle meteoriti metalliche.

Una menzione spetta, di diritto, anche agli scettici, i quali hanno obiettato ovviamente alla possibilità che gli egiziani possano essere venuti in contatto con una forma di vita extraterrestre. In primo luogo fanno notare che l’antico popolo egizio era solito annotare qualsiasi evento delle vita quotidiana e, sicuramente, un fatto così straordinario come assistere all’atterraggio di un oggetto volante sconosciuto non sarebbe passato inosservato.

In seconda analisi, secondo gli scettici, ci sarebbe un altro fattore molto importante. Gli egizi, infatti, ricoprivano i geroglifici con intonaco e ci riscrivevano sopra anche più volte. L’effetto ottico di quelli che, oggi, possono sembrare astronavi ed elicotteri, potrebbe essere generato dalla distorsione dell’immagine causata dai residui dei geroglifici sottostanti.

Ovviamente, ognuno è libero di avere il proprio parere e di ipotizzare una spiegazione che ritiene plausibile. La scienza purtroppo non ha ancora potuto affermare, ma nemmeno negare con assoluta certezza l’esistenza degli UFO.