Cosa hanno in comune un medico russo di nome Immanuil Velikovsky con le Sacre Scritture? Nel 1950 usciva un libro, Mondi in collisione, nel quale l’autore di origine ebraica dimostrava scientificamente la veridicità di alcuni eventi catastrofici dell’Antico Testamento e come questi fossero realmente accaduti.

Davvero tanto materiale, un libro scioccante per l’epoca, che sollevò uno dei più grandi sconvolgimenti della comunità scientifica dai tempi di Galileo. C’è da dire, però, che alcune delle previsioni fatte dal medico, in seguito trovarono un riscontro scientifico, come le tempeste magnetiche su Giove, la teoria delle comete che si dividono da corpi più grandi, le anomalie nella rotazione di Venere, poi dimostratosi l’unico pianeta con una rotazione opposta a quella di tutti gli altri pianeti.

E la lista non finisce qui. Mondi in collisione, insieme agli altri scritti di Velikovsky, continuano a stupire e creare perplessità anche dopo oltre 50 anni. I riferimenti bibliografici contenuti nell’opera di Velikovsky gli causarono, come prevedibile, molte critiche e obiezioni e la sua interpretazione della storia fu vista come un esempio di pseudoscienza. Un imbarazzo che il mondo scientifico cercò di superare con un’accesa critica, come quella dell’astronomo Carl Sagan.

La crociata contro Velikovsky fu solo la punta dell’iceberg che investì l’autore del libro e che vide la scesa in campo persino dell’American Philosophical Society, Università, riviste e l’American Association for the Avancement of Science.

Chi era Velikovsky

Immanuil Velikovsky (1895-1979) fu un medico, psicologo e sociologo rappresentante del catastrofirmo. Il suo libro negli anni ’50 proponeva una visione scientifica della storia documentata e degli eventi catastrofici che avrebbero influenzato l’umanità intera.

Completati gli studi classici, Immanuil uscì dalla Russia e si trasferì a Berlino dove, poco dopo, divenne editore della rivista Scripta Universitatis atque Bibliotecae Ierosolymitarum, nella quale c’era una sezione di matematica e fisica curata da Albert Einstein. Dopo aver vissuto per oltre un decennio in Palestina, Velikovsky stupì per la prima volta la comunità scientifica con una ipotesi sorprende sull’epilessia, ossia che quest’ultima fosse caratterizzata da encefalogrammi patologici.

In seguito, il medico iniziò ad esprimere il suo interesse per la reinterpretazione della storia antica, interesse che lo portò nel 1940 a ipotizzare una catastrofe di proporzioni immani al tempo dell’Esodo. Interpretò quindi gli scritti della Bibbia circa le dieci piaghe come altrettanti eventi catastrofici di origine extraterrestre.

La sua idea fu rafforzata ulteriormente dalla scoperta di una fonte egiziana, il papiro Ipuwer, nel quale era descritto un evento analogo. Fu a quel punto che il medico decise di lasciare la sua professione di psichiatra e di dedicarsi totalmente all’analisi delle fonti antiche.

Nei suoi scritti Velikovsky ha proposto una rivisitazione cronologica della storia dell’antico Egitto, di Israele, Grecia e di altre culture orientali. Nonostante le sue teorie siano state più che altro respinte e criticate dalla comunità accademica, i suoi scritti hanno venduto bene e spesso hanno raccolto consensi entusiastici nei circoli laici.

Negli anni ’50/60 Velikovsky non fu ben accolto nelle università americane, tuttavia la sua figura fu rivalutata dopo le prime missioni spaziali, che in parte confermarono alcune sue ipotesi sul sistema solare. A quel punto iniziò ad essere chiamato a tenere conferenze in molte università tra le quali Harvard.

Il medico morì all’età di 84 anni a Princeton (1979).

Le fonti

Per portare a termine il suo studio, Velikovsky attinse a tutte le fonti storiche conosciute della storia, non solo la Bibbia quindi, ma i testi del Talmud, i papiri egizi, la letteratura greca, le tavolette astronomiche babilonesi, i calendari maya e aztechi, qualsiasi iscrizione o tradizione popolare conosciuta dalle popolazioni mondiali. La sua analisi trasse inspirazione dall’archeologia, astronomia, antropologia, fisica, geologia, psicologia e paleontologia.

I punti chiave delle teorie di Velikovsky

Nel suo studio della storia, lo scrittore ha affrontato argomenti scottanti, come la veridicità dei testi biblici, confrontando documenti e scritti provenienti da ogni angolo del globo e richiamando le tradizioni mitologiche come fonti attendibili per la sua analisi. Ne emerse che nelle fonti storiche di molte culture sono raccolti episodi simili e reali.

I punti fermi delle sue teorie sono riassumibili con il concetto che le catastrofi della storia, presenti nella letteratura antica, in particolare nella Bibbia, siano fenomeni realmente accaduti e causati da elementi non puramente terrestri, ma attribuiti a interazioni tra la Terra e corpi extraterrestri.

Le violente collisioni e incontri ravvicinati tra la Terra e altri corpi celesti, avrebbero modificato l’assetto del nostro pianeta e sarebbero stati così travolgenti da essere rimossi dalla memoria collettiva e relegati in una dimensione fantastica rappresentata dal mito.

Mondi in collisione

Nel suo libro, l’autore dona una spiegazione in termini scientifici di alcuni eventi catastrofici avvenuti nella storia quando, secondo lo scrittore, una massa si sarebbe staccata da Giove e avrebbe fluttuato nello spazio avvicinandosi a cadenze abbastanza regolari di 50/52 anni alla Terra e provocando inondazioni, terremoti, tempeste elettromagnetiche e piogge di meteoriti.

Indizi di queste catastrofi naturali si possono riscontrare nelle tracce storiche di tutte le popolazioni (Maya, Aztechi, indiani d’America, cinesi, ecc), ma il riferimento più diretto sembra quello indirizzato ai miracoli descritti nella Bibbia, partendo dal 1500 a.C.

L’avvicinamento della cometa alla Terra avrebbe provocano le così dette dieci piaghe d’Egitto (acqua mutata in sangue, rane, zanzare, mosche velenose, mortalità del bestiame, ulcerazioni, grandine, locuste, tenebre, morte dei primogeniti) e per ognuna di esse lo scrittore dona una spiegazione scientifica.

A distanza di circa cinquant’anni, la cometa si avvicinò nuovamente alla Terra provocando un rallentamento della rotazione e il sole sembrò fermarsi per molte ore (Miracolo di Giosuè che ordina al sole di fermarsi).

A partire dal 747 a.C. in avanti, l’orbita della cometa modificò la sua direzione fino ad urtare violentemente il suolo di Marte. Dallo scontro nacque un nuovo pianeta, Venere, mentre la cometa rientrò nella sua orbita. Anche Marte, secondo Velikovsky avrebbe avuto il suo ruolo nello sconvolgimento dei movimenti solari e lunari nel 687 a.C. quando il pianeta si avvicinò pericolosamente alla Terra.

Ci vollero molti e molti anni, molti mutamenti, perché si arrivasse all’assestamento definitivo dei corpi celesti, compreso il nostro pianeta.

Conclusione

Un libro sconvolgente, fonte di discussioni anche ai giorni nostri, che ha aperto il dibattito ad una nuova ipotesi: i corpi celesti potrebbero essere indipendenti dalle leggi gravitazionali, così come ci aveva dimostrato Newton, ma mossi dall’elettricità di cui la gravità è solo un elemento.

Uno scenario a tratti rivoluzionario e a tratti inaccettabile per la maggior parte degli uomini. Chissà cosa avrà pensato il caro Einstein delle idee dell’amico? Sul comodino delle scienziato, quando morì nel 1955, fu trovato un libro che il fisico stava leggendo: si trattava di “Mondi in collisione“.